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la sentenza

Abusi edilizi, stop alla demolizione a Palma di Montechiaro: l'immobile diventa di pubblica utilità

La revoca dell'ordine di abbattimento premia il percorso avviato dall'amministrazione Castellino. L'edificio, acquisito al patrimonio pubblico, eviterà le ruspe per essere destinato all'assistenza di famiglie vulnerabili e minori in difficoltà

12 Luglio 2026, 11:23

11:30

Giustizia, generico

Il mattone abusivo può diventare una risorsa per la collettività se la politica e la burocrazia si muovono nel solco della legge. Lo ha sancito la Corte d'Appello di Palermo con una decisione destinata a fare giurisprudenza, disponendo la revoca di un ordine di demolizione per un immobile già acquisito al patrimonio del Comune di Palma di Montechiaro. I giudici di secondo grado hanno validato l'interpretazione e l'applicazione dell'articolo 31 del Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001) portate avanti dall'Amministrazione comunale.

La svolta giudiziaria premia una precisa strategia processuale orchestrata dall'avvocato Santo Lucia, legale del Comune, capace di dimostrare la legittimità e la bontà dell'iter burocratico dell'Ente. Sul piano amministrativo, il percorso era stato tracciato dalla giunta guidata dal sindaco Stefano Castellino che, dopo aver incassato i pareri tecnici necessari, aveva concesso la residenza in deroga e avviato le carte per la dichiarazione di prevalente interesse pubblico.

L'atto decisivo risale al 26 febbraio 2021. In quella data il Consiglio comunale, sotto la presidenza di Domenico Scicolone, votò all'unanimità la delibera numero 11, confiscando formalmente la struttura per destinarla a nuclei familiari vulnerabili con minori a carico e soggetti meritevoli di tutele sociali.

Un incastro perfetto tra norme ed esigenze del territorio che ha convinto i magistrati palermitani a bloccare le ruspe. Il primo cittadino Castellino ha comunque invitato alla prudenza, specificando che non si tratta di una sanatoria indiscriminata: "La pronuncia riguarda specifiche casistiche e non tutti i casi indistintamente. Rappresenta però un importante riconoscimento della correttezza del nostro operato. Dimostra che la collaborazione tra uffici, politica e difesa legale può coniugare il rispetto assoluto della legge con la tutela delle fasce più deboli".