Palermo
Il ricorso Coime sui contributi non versati dal Comune rischia di dilagare, la Uil: «Andremo fino in fondo»
Il caso è stato sollevato da otto pensionati della Uil
La “bomba Coime” può dilagare, determinando per il Comune un esborso di milioni di euro, fino a dieci e oltre, facendo di conto, appunto, sui circa 300 dipendenti in servizio più i dipendenti in quiescenza. Sono tutti pensionati della Uil, gli otto (ex) lavoratori che hanno innescato la riedizione riveduta e corretta della “stangata Coime”. Gli edili comunali, infatti, soltanto l’anno scorso erano giunti a una transazione milionaria per un problema diverso ma connesso, cioè il mandato adeguamento salariale dopo la fine del blocco dei compensi negli enti locali deciso dal governo nazionale nel 2010. Il nuovo caso, documentato da La Sicilia, espone il Comune a un esborso “attuale” di 282.477,98 euro, con un valore medio di 35.309,75 euro per ciascuno dei lavoratori.
«Il “caso Coime” sarà discusso dinanzi al giudice del lavoro su azione legale di otto tesserati alla UilPensionati - precisa la sigla - la nostra organizzazione ha subito assicurato assistenza per tutelare il loro diritto a ricevere dal Comune i contributi previdenziali previsti dalle normative in vigore. Nel ricorso si lamenta, infatti, che il Comune avrebbe versato all’Inps cifre inferiori a quelle spettanti. La UilP si è affidata all’avvocatessa Rita De Michele per avviare il procedimento in sede giudiziaria dopo che erano rimaste senza risposta le diffide con cui gli otto ex lavoratori avevano chiesto al Comune la regolarizzazione della propria posizione contributiva».
«Con il ricorso - spiega l’ufficio legale della UilPensionati Sicilia - gli ex dipendenti denunciano il danno derivante dal versamento di una contribuzione inferiore rispetto a quella spettante. Questa circostanza ha determinato un danno pensionistico del quale si è chiesto l’integrale ristoro”. Il segretario generale della UilPensionati Sicilia, Claudio Barone, commenta: «Abbiamo rivendicato, inutilmente finora, un confronto. Siamo ancora pronti a dialogare ma non lasceremo intentata alcuna azione».