il caso
Follia a Piazza Lanza, detenuto aggredisce gli agenti: in tre al pronto soccorso
Esplode la protesta dei baschi azzurri dopo l'ennesimo attacco in una struttura penitenziaria di Catania segnata dal degrado
Nel carcere catanese di Piazza Lanza, un detenuto sottoposto a regime di sorveglianza speciale si è scagliato contro gli agenti della polizia penitenziaria, con un assalto violento che ha costretto tre “baschi azzurri” a ricorrere alle cure ospedaliere.
L’episodio, che ha scosso profondamente l’istituto etneo, riporta all’attenzione una criticità strutturale che il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) definisce tutt’altro che inattesa.
In una nota diffusa nelle ore successive, il sindacato ha spiegato che disordini di questo tipo sono la conseguenza naturale e drammatica di problemi segnalati da mesi, a fronte di un assordante silenzio da parte delle istituzioni.
Gli agenti, quotidianamente in prima linea, si ritrovano spesso soli a fronteggiare detenuti dal profilo violento, talvolta affetti da gravi patologie e disturbi psichiatrici. A complicare ulteriormente il quadro, sottolinea il Sappe, si sommano le croniche carenze di organico, le disfunzioni organizzative e il progressivo degrado delle infrastrutture.
Per il sindacato, la soglia della tollerabilità è stata oltrepassata. Il dito è puntato contro una parte dell’Amministrazione penitenziaria, accusata di rifugiarsi nei meandri della burocrazia per rinviare decisioni essenziali alla sicurezza. Le richieste di ristrutturazione dei padiglioni ormai fatiscenti, il potenziamento del personale e la garanzia di condizioni lavorative dignitose sarebbero sistematicamente ignorate. A pagare il prezzo di questa “inerzia” e di questo “immobilismo”, conclude amaramente il Sappe, è unicamente la pelle di chi opera nelle sezioni detentive, esponendosi ogni giorno a gravi rischi per la propria incolumità.