Comune di Palermo
Emergenza messi, il caso “furbetti” abbatte l’organico: in crisi i servizi di notifica
All'appello mancano sei addetti, il Comune promette di inviarne otto ma intanto l'avviso dell'area Affari generali: "Scegliere pec o posta ordinaria"
Messi male, nell’area Affari generali e istituzionali. E nell’emergenza, per favore, «usate la posta ordinaria oppure la pec». Ma c’è poca, anzi zero, facezia, nella nota della capo area Maria Mandalà a sindaco, capo di gabinetto e direttore generale. Il testo è chiaro: non sono ancora stati sostituiti di fatto gli addetti alle notifiche degli atti, sospesi in seguito all’avvio dei procedimenti disciplinari legati all’ultima inchiesta sui “furbetti del cartellino” tra Comune e Reset. Alla timbratura mattutina ne mancano sei, dei quali un’unità sarebbe stata precedentemente dichiarata inidonea e spostata al centralino, e comunque destinataria della contestazione addebiti per l’ipotesi sanzionatoria di licenziamento disciplinare.
Mandalà scrive il 3 luglio: «L’Unità operativa Messi-Albo Pretorio sta attraversando una significativa situazione di carenza di organico, determinata dalla sospensione dal servizio di una consistente parte del personale addetto alle attività di notificazione. Tale condizione sta comportando una notevole riduzione della capacità operativa dell’Ufficio e, conseguentemente, non consente di garantire la tempestiva esecuzione delle notifiche richieste mediante il servizio dei messi comunali. Si invitano tutte le strutture dell’Ente a privilegiare, ove consentito dalla normativa vigente, la notificazione degli atti mediante il servizio postale o pec, riservando il ricorso alla notificazione a mezzo messo comunale esclusivamente ai casi di effettiva necessità o nei casi in cui non siano praticabili le altre modalità».
In effetti sull’onda lunga e forte dell’ennesimo presunto scandalo dei badge, Palazzo delle Aquile annunciò e dispose il distacco di otto addetti alla notificazione, impiegati però, allo scoppio del caso, in altri uffici: un paio all’Avvocatura comunale, altri tra Vice Segreteria generale, Ragioneria generale, Suap. Circostanza rilevata dall’area Affari generali e istituzionali, in seno alla quale in molti, tra dirigenti e funzionari, attendono.
Sulla vicenda influirà anche, e naturalmente, il dispiegarsi degli atti istruttori e processuali: in caso di rinvio a giudizio, il singolo indagato verrebbe temporaneamente sottratto al procedimento disciplinare per rispondere in prima battuta delle contestazioni penali. In caso contrario, lo stesso procedimento disciplinare ha un termine di conclusione di 180 giorni.