Il caso
Il deputato Figuccia: «Circoscrizioni, 2 milioni di spreco. A Palermo gettoni di presenza in eccesso»
Il parlamentare leghista insiste sul tema del decentramento e censura la mancata riforma: «I Consigli spesso moltiplicano le convocazioni». Ecco i numeri
A sei zeri, a sfiorare i due milioni di euro all’anno, i numeri «dello spreco delle circoscrizioni», che oggi nella sala stampa di Palazzo dei Normanni saranno al centro del fuoco di fila annunciato dal deputato della Lega Vincenzo Figuccia. Più che un sequel della pellicola andata in onda su queste pagine poco più di una settimana fa, quando il parlamentare regionale, fratello maggiore in una famiglia istituzionalmente eclettica - la sorella Sabrina è capogruppo in consiglio comunale, il fratello Marco ha appena mollato in polemica lo scranno di consigliere della quinta circoscrizione - aveva annunciato le dimissioni proprio del fratello minore con una nota dai sapori politicamente intriganti. Intanto, le circostanze della decisione di Marco, in rotta con il presidente Andrea Aiello, forzista, contro il quale il giovane Figuccia aveva presentato con le opposizioni mozione di sfiducia (respinta). E poi, la convergenza con Cateno De Luca sul tema decentramento. Oggi, oltre a snocciolare i numeri che anticipiamo, ci sarà spazio per le congetture su un’affinità ideale che già Vincenzo il 4 luglio definì «invito alla riflessione, contro le logiche del poltronificio, rivolto all’intera maggioranza».
A Palermo, «per otto circoscrizioni e “stipendi” a gettone di 1.300 euro a testa, si contano nove consiglieri più il presidente per ciascun consiglio». Ottanta. Risultato, «1.550.016 euro per i gettoni dei consiglieri circoscrizionali, cui vanno aggiunti 361.670 euro per i presidenti, a titolo di indennità, compresi gli oneri previdenziali». A Messina e Catania la musica non cambia, dietro gli 1,91 milioni di Palermo: 1,24 Messina e 1,19 Catania. «Tutto - rincara Figuccia - al netto dei costi del personale amministrativo, di eventuali affitti, manutenzione, pulizie, utenze, attrezzature e altre spese di funzionamento. Ai 4,3 milioni per il “costo politico” nelle tre città se ne aggiungono 3,2 circa». Figuccia attacca: «Per raggiungere il massimo ottenibile dal gettone di presenza alcuni consigli vengono convocati ogni giorno. Spesso manca il numero legale. Accade sicuramente nella quinta circoscrizione». Quella della discordia, che sta a cuore ai Figuccia per nascita e raggio politico. La ricetta? «Creare le municipalità. Un budget simile va condotto a utilità, per interventi magari modesti, ma capillari e vitali per i quartieri. Le poche e non vincolanti deliberazioni circoscrizionali non servono».
«Il dibattito sul futuro - il messaggio politico - deve partire da una riflessione seria sul rapporto tra istituzioni e territori, rilanciando un autentico processo di decentramento amministrativo, restituendo centralità alle comunità locali e rafforzando il ruolo delle Città Metropolitane, anche con l’elezione diretta dei consiglieri metropolitani. È il momento di aprire un confronto concreto: su questi temi nessuno, alleati o meno, può permettersi di impartire lezioni, il confronto va improntato al rispetto reciproco. La Lega dispone di una classe dirigente autorevole, che saprà mettere in campo al momento opportuno».