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La sentenza

Porto di Catania, il Tar blocca l'estensione verso la Scogliera d'Armisi

Accolto, in larga parte, il ricorso delle associazioni ambientaliste: l'Autorità portuale non ha competenza su quelle aree, nonostante l'approvazione del Parlamento

13 Luglio 2026, 13:39

16:10

Porto di Catania, il Tar blocca l'estensione verso la Scogliera d'Armisi

Non si può estendere il porto di Catania verso nord, e nemmeno modificare la foce dell'Acquicella, dal lato opposto. A deciderlo il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Terza) che «accerta la nullità parziale della delibera del Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale n. 8 del 29.10.2025». La sentenza è stata pubblicata oggi, e le associazioni ambientaliste che hanno proposto il ricorso - Wwf Sicilia Nord orientale e Osservatorio delle Politiche Urbane e Territoriali - hanno già dichiarato la propria soddisfazione, seppure il ricorso sia stato accolto solo parzialmente. «Il Tar Catania - scrivono - con decisione odierna, ha annullato il Piano Regolatore Portuale nelle parti che non sono di competenza dell’Autorità Portuale. La Scogliera dell’Armisi e la foce dell’Acquicella per il Tar non possono quindi essere toccate dalla cementificazione indiscriminata che è stata immaginata. Vogliamo essere chiari. È un primo, non definitivo, ma importante punto a nostro favore, che mostra come il Piano regolatore Portuale sia stato adottato con gravi difetti di legittimità, su cui ancora insisteremo, in altre sedi e tempestivamente nel prossimo periodo».

Nel ricorso infatti i temi affrontati erano vari, non tutti appunto accolti, per quanto l'estensione a nord dello scalo, che avrebbe portato il nuovo porto turistico immaginato dal piano regolatore portuale, già approvato dal Parlamento con l'emanazione del Decreto del Presidente della Repubblica, a lambire la Scogliera dell'Armisi, era il punto centrale della contestazione per la quale sono state anche organizzate delle manifestazioni pubbliche e una raccolta firme, a cui si aggiunge anche a Sud l'area della foce del fiume Acquicella. Nel ricorso era infatti richiesto il totale stralcio del piano, che comprende anche un aumento dei volumi edilizi.

Il Tar, in sintesi, ha dato ragione ai ricorrenti stabilendo che l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia orientale ha esercitato il proprio potere di pianificazione su aree (come la Scogliera d'Armisi appunto) che, al momento dell'approvazione del Piano regolatore portuale (Prp), si trovavano al di fuori dei suoi limiti territoriali di competenza. Il Tribunale ha chiarito che l'Autorità avrebbe dovuto prima attendere il completamento dell'iter formale (con l'emanazione di un Decreto del Presidente della Repubblica) per l'estensione dei propri confini, e solo successivamente approvare il nuovo piano per quelle aree. In pratica, è stato fatto l'opposto.

Le stesse motivazioni sono state ribadite in una seconda sentenza, questa volta in risposta a un ricorso del Lido Scogliera D'Armisi, sempre pubblicata oggi dalla stessa Sezione Terza del Tar di Catania. Si tratta quindi di una vittoria, anche se parziale, per gli ambientalisti. In attesa di eventuali azioni - quasi certe - da parte dell'Autorità portuale sia per impugnare la sentenza che per correggere l'iter di Valutazione ambientale, che potrebbe a questo punto dover essere ripreso, nonostante il Dpr approvato dal Parlamento.