il delitto
Sangue nella pescheria di Riposto, carcere per Giovambattista e mercoledì la verità dell'autopsia sul corpo di Lino
Continua il lavoro degli inquirenti e della difesa dopo il tragico scontro fratricida che ha insanguinato via Duca del Mare. Fermo convalidato dal gip che dispone la custodia in cella
Resta in carcere Giovambattista Guarrera, l’ex operatore ittico che sabato mattina ha ucciso il fratello minore, il 60enne Lino Guarrera, al culmine di una lite violenta all'esterno di una pescheria in via Duca del Mare, a Riposto.
Nella mattinata di oggi, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Silvia Passanisi, ha convalidato l'arresto in flagranza per l'omicidio, accogliendo la richiesta della procura di Catania.
All'udienza di convalida era collegata, in videocollegamento, l'avvocato Carlotta Mingrino, che assiste l'indagato.
L’avvocato Carmelo Minnella che assiste la famiglia Guarrera è impegnato a perimetrare il capo di imputazione e ricostruire quanto accaduto, e si riserva ogni valutazione non appena avrà incontrato i familari della vittima.
L'attività giudiziaria si sta muovendo a ritmo serrato per fare piena luce sulla dinamica e sul movente del tragico fratricidio che ha sconvolto l'intera comunità ripostese.
Parallelamente alla convalida del provvedimento restrittivo, la Procura ha compiuto un altro passo fondamentale per l'inchiesta: sono stati infatti conferiti gli incarichi per l'esame autoptico sul corpo di Lino Guarrera.
L'autopsia verrà eseguita mercoledì. L'esame sarà decisivo per stabilire con esattezza le cause del decesso e il numero di colpi inferti.
Attualmente, la salma della vittima si trova custodita nell'obitorio dell'ospedale Sant’Isidoro di Giarre, a disposizione dell'autorità giudiziaria, in attesa che l'esame venga completato e il corpo possa essere restituito alla famiglia per i funerali.


