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Isole Eolie

Ginostra è in ginocchio, residenti e commercianti minacciano una serrata

La denuncia inviata sia al Comune che alla Regione dopo il nubifragio del 3 luglio che ha provocato enormi danni e disagi

14 Luglio 2026, 07:23

07:30

Ginostra è in ginocchio, residenti e commercianti minacciano una serrata

Una richiesta di risposte immediate per arginare una situazione divenuta insostenibile per residenti e operatori economici. Il borgo di Ginostra non ci sta e rompe il silenzio alzando la voce dopo l’ultima alluvione che ha colpito Stromboli. La collettività lancia un durissimo j’accuse nei confronti delle istituzioni locali e regionali. Il devastante nubifragio del 3 luglio scorso ha messo in ginocchio il borgo di Stromboli, causando considerevoli disagi e criticità.

E, adesso, la popolazione e i commercianti passano alle vie di fatto, annunciando clamorose forme di protesta civile. Una mobilitazione che non esclude addirittura la totale chiusura a tempo indeterminato di tutte le attività. Il maltempo ha lasciato ferite profonde in una frazione già fragile per la sua posizione geografica e per le difficoltà legate ai collegamenti. La situazione in cui versa la popolazione di Ginostra è, ad oggi, drammatica. Il nubifragio di oltre dieci giorni fa ha portato giù massi e detriti vulcanici che hanno isolato abitazioni e interrotto strade interne con un taglio netto dei servizi essenziali.

Secondo quanto raccontano gli abitanti, alcune case si ritrovano ancora senza acqua corrente, energia elettrica e linee telefoniche. Particolarmente critica la situazione nell’area del porto del Pertuso, rimasto completamente insabbiato, lungo la scalinata del borgo con la strada di accesso, considerata l’unica via di fuga per la popolazione in caso di emergenza vulcanica. Una condizione che, secondo i residenti, rende ancora più urgente un intervento strutturale.

Così gli abitanti, attraverso una nota stampa ufficiale, chiamano in causa il Comune di Lipari e la Regione. Al primo viene contestato di avere abbandonato a sé stessa la frazione. Relativamente alle rimostranze verso la Regione Siciliana, viene ricordato che il Presidente riveste anche il ruolo formale di Commissario Straordinario per l’emergenza: «Dal 2024, anno di proclamazione dello stato di emergenza, non è stato aperto un solo cantiere definitivo e strutturale di messa in sicurezza dei costoni e dei torrenti. – si legge in un comunicato stampa -. Esistono ben undici milioni di euro stanziati per la messa in sicurezza idrogeologica dell'isola, ma questi fondi, messi a disposizione del Governo Nazionale, giacciono scandalosamente fermi nei cassetti della burocrazia palermitana. Agli abitanti di Ginostra è negato persino il diritto di conoscere la natura dei progetti e i tempi di inizio dei lavori».

Gli abitanti di Ginostra parlano addirittura dello spettro di una nuova Niscemi. E per questo lanciano un appello al Governo nazionale: «Il tempo delle passerelle e delle promesse è scaduto, la burocrazia non può valere più delle nostre vite», si legge ancora nella nota ufficiale inviata dai cittadini, ai vertici dello Stato. La comunità del borgo non usa mezzi termini: «senza interventi strutturali immediati sui costoni e sui torrenti, il rischio concreto è quello di una catastrofe annunciata. L'assonanza con i drammi del passato, come la frana di Niscemi o il disastro di Giampilieri, è drammaticamente evidente. Ginostra rischia di diventare il prossimo nome sulla lista delle tragedie prevedibili ed evitabili della nostra nazione».

A preoccupare è anche l’aspetto economico: con il turismo praticamente azzerato dai danni e dalle insicurezze, adesso i residenti chiedono un intervento d’urgenza da parte dei Ministeri competenti «per commissariare i ritardi locali, sbloccare gli undici milioni di euro e garantire il ripristino immediato dei servizi e della sola via di fuga del porto. In caso contrario, la serrata generale sarà immediata e la protesta si sposterà nelle piazze».