Il primo ministro in città
Allarme sicurezza a Palermo, la premier Meloni: "Non escludo l'arrivo dell'esercito"
Piano straordinario per Palermo: presidi fissi nei quartieri a rischio, possibile impiego dell'Esercito e raffica di operazioni anti‑mafia
In Prefettura a Palermo, durante la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l'attivazione di un organismo incaricato di definire con urgenza un piano straordinario di controllo e presidio stabile del territorio, con priorità per i quartieri più esposti.
"Questo comitato dovrà trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare un' operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio di Palermo, a partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo. Un presidio che si può garantire con le Forze di polizia ma non solo, forse anche con il coinvolgimento dei militari e dell'Esercito in operazioni congiunte. Se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade sicure".
La premier ha richiamato i recenti episodi di violenza registrati in città: "Sappiamo cosa è accaduto di recente in questa città, le raffiche di kalashinkov, le taniche di benzina e le intimidazioni sono immagini che non vedevamo da tempo ma che non siamo disposti a tollerare. Chi pensa di riportare Palermo indietro troverà uno stato determinato che reagisce e colpisce".
Meloni ha quindi illustrato i risultati delle attività di sicurezza già messe in campo: "Dal 2023 a oggi qui a Palermo sono state realizzate 118 operazioni ad alto impatto, comprese quelle nelle stazioni ferroviarie. Sono stati impiegate oltre 3.000 unità di forze di polizia, controllate più di 14.000 persone. Con le zone rosse sono state controllate circa 45.000 persone, di cui quasi 3.500 stranieri, allontanando i soggetti che sono stati ritenuti pericolosi con precedenti di polizia".
Sul fronte del contrasto patrimoniale alla criminalità organizzata, la presidente del Consiglio ha sottolineato i progressi compiuti negli ultimi anni: "Negli ultimi 4 anni nella città metropolitana di Palermo i beni confiscati alla mafia che sono stati restituiti alla collettività e trasferiti agli enti locali sono cresciuti di quasi il 60%: 128 immobili confiscati che sono stati destinati prevalentemente all' emergenza abitativa. La ricchezza strappata alle mafie torna nella disponibilità della collettività per aiutare i problemi delle famiglie, particolarmente di quelle più fragili".
"Lo Stato qui non ha abbassato la guardia, continua a colpire la criminalità organizzata nei suoi interessi economici, nelle sue strutture, nella sua capacità di intimidazione. Dobbiamo insistere evolvendo, anche perché chiaramente le mafie cambiano, investono nell'economia legale, sfruttano le nuove tecnologie, cercano nuovi spazi di infiltrazione, nuovi strumenti per condizionare il tessuto produttivo, e per questo è fondamentale anche continuare a rafforzare gli strumenti investigativi e sostenere il lavoro di tutte le istituzioni che sono impegnate su questo fronte", ha proseguito la premier.
"Quindi io sono qui soprattutto per dire grazie a voi e con voi per dare un messaggio chiaro: a Palermo lo Stato c'è e vuole essere sempre più presente con determinazione, con umiltà ma con costanza e con determinazione senza mai indietreggiare, perché questo è il modo più serio che conosciamo di onorare la memoria di chi ha dato la vita per la libertà, per la legalità, in territori come questo".
«Questa città con la sua storia ha contribuito all’identità e alla coscienza civile della nostra nazione nel suo complesso. È un luogo in cui lo Stato ha dimostrato, forse più che in ogni altro, la sua capacità di non essere disposto a indietreggiare quando i momenti davvero difficili arrivavano, di fronte alla violenza mafiosa. È un messaggio che raccogliamo e proviamo a rilanciare, con la stessa determinazione anche oggi, non solo celebrando i nostri eroi del passato ma provando a capire come si possa fare la nostra parte per essere all’altezza di quell'esempio, di quell'insegnamento». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Prefettura a Palermo, alla riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocata «per fare il punto su ciò che Stato e istituzioni a ogni livello stanno portando avanti per garantire la sicurezza di questo territorio e individuare insieme le soluzioni piu efficaci per affrontare e dare risposte ai problemi più urgenti dei cittadini di Palermo».
«Accanto alle indagini» contro la banda dei kalashnikov, «lo Stato ha agito subito sul territorio. Il prefetto Mariani ha disposto l’istituzione delle zone rosse a Sferracavallo e allo Zen, i quartieri più esposti a questi fenomeni. Il ministro Piantedosi ha assegnato 90 agenti in più per il controllo del territorio. Sono unità che si sommano alle 850 già destinate a quest’area dal 2025 ad oggi». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Prefettura a Palermo, alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
«Il Ministero dell’interno assieme al prefetto Pisani - ha continuato la premier - ha individuato ulteriori risorse per l'assunzione di personale di polizia locale e attività straordinarie di controllo. Ai 9 milioni di euro già assegnati a Palermo e ai comuni dell’area metropolitana se ne aggiungeranno altri 6, risorse molto preziose che servono a finanziare progetti di sicurezza urbana e potenziamento di presidi sul territorio». «Partirà tra poco - ha aggiunto Meloni - la sperimentazione di impianti di videosorveglianza a fini investigativi nelle zone della città più a rischio: telecamere gestite direttamente dalla Squadra mobile per prevenire e reprimere reati. Penso siano segnali importanti di una capacità di fare gioco di squadra, di un’attenzione reale costante, che va ancora rafforzata e siamo qui per ragionare come farlo».