Il caso
Ortigia senz'acqua da quattro giorni: rabbia tra residenti e commercianti
Rubinetti ancora a secco nonostante gli interventi sulla rete. Attività costrette a rifornirsi con le autobotti: fino a 200 euro al giorno per garantire il servizio
«Sabato e domenica me ne sono andato in palestra, anche se non avevo nessuna voglia di allenarmi nel fine settimana: solo per farmi la doccia». Giuseppe abita in via dei Tintori, tra vie Dione e Mergulensi, e come il resto del quartiere è al quarto giorno senz’acqua.
Ortigia è un insieme di disagio e esasperazione. Perché al di là delle informazioni ufficiali; fatti salvi gli interventi che sicuramente i tecnici e gli operai di Aretusacque stanno facendo ininterrottamente da venerdì; preso atto che le tre perdite nella condotta siano state veramente riparate; a voler credere sia sul serio una questione di “sacche d’aria all’interno delle condotte” che avrebbero determinato “un allungamento dei tempi per il recupero dei livelli ordinari di pressione”, qui l’acqua non c’è. Punto. Con una stranezza: «Alle sei del mattino c’era. Poi dalle 7 di nuovo rubinetti a secco. Se fosse davvero una questione di sacche d’aria – ancora il residente di via dei Tintori – non sarebbe arrivata neanche alle 6, suppongo».
Ci sono i privati, dunque, poi ci sono le attività commerciali e turistiche che stanno soffrendo. Ottanta euro a botta per riempire i serbatoi. E un carico dura mezza giornata. «Sì, questa situazione ci sta creando parecchi disagi – dice Stefano Gentile, titolare del bar di piazza Archimede - È già il quarto giorno. Sosteniamo una spesa di circa 200 euro al giorno per riempire il serbatoio. E questo è un bar. Poi ci sono quelli che hanno le case vacanza, gli alberghi, le gelaterie». Acqua che anche qui è tornata per poco tempo: «Era tornata – prosegue Gentile - poi nel pomeriggio un nuovo drastico abbassamento di pressione. Allo stato attuale, siamo praticamente di nuovo a secco». Gli operatori del numero verde 800.53.53.53 ripetono la storia delle sacche d’aria e confermano i disagi in altre parti della città, come Villaggio Miano. «Ho già chiamato tre volte oggi – una testimonianza – almeno prima c’era la pagina social per gli aggiornamenti».