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l'emergenza

Caldo, tornano i rifugi climatici: cinque punti per difendersi dall’afa

Dopo l’esperienza dello scorso anno l’amministrazione prepara nuovi spazi di sollievo in città. L’obiettivo è garantire un luogo fresco a chi non ha alternative nelle ore più calde

14 Luglio 2026, 08:00

Caldo, tornano i rifugi climatici: cinque punti per difendersi dall’afa

Non sarà forse il Lucifero degli scorsi anni, l’anticiclone africano che arrivò a spingere l’asticella del caldo in provincia fino ai 48 gradi, ma la cappa di calore che sta investendo la città qualcosa di diavolesco ce l’ha, se è vero che Siracusa boccheggia investita da temperature da girone infernale. Il caldo presenta il conto soprattutto a chi non può evitarlo: gli anziani che devono uscire per una visita, i senzatetto, chi aspetta un autobus senza un metro d'ombra o resta in coda davanti a un ufficio nelle ore più calde.

Non si salvano i turisti né chi per spostarsi fa uso dei mezzi pubblici, incappando magari in fermate del bus sprovviste di pensiline, o verificando il paradosso di strade fornite sì di tettoie ma non di panchine per l’attesa e sul marciapiede opposto fermate dove le panchine abbondano. Un esempio di questa disparità di servizio è quello di corso Gelone, eclatante, con una forbice larghissima, nonostante i pochi metri di distanza, tra la fermata del bus di fronte alla chiesa di Santa Rita, fornita di pensilina moderna e panchina, e quella più “popolare” a due passi dall’ospedale Umberto I, vecchia, dove l’unica possibilità di sostegno per i viaggiatori è di appoggiarsi al muro di cinta del nosocomio, sporco e maleodorante per le tracce di cibo e di urina. In tutto questo, per venire incontro al disagio di chi è vittima dell’eccessivo caldo estivo, lo scorso anno il Comune ha inaugurato 5 rifugi climatici - piazza Archimede, Urban Center, centro diurno di via Foti e le circoscrizioni Akradina e Belvedere - su impulso dell’assessore alle Politiche Sociali Marco Zappulla e con la collaborazione della Protezione Civile, per offrire riparo temporaneo a cittadini, turisti, homeless, o anche soltanto a chi non possegga un climatizzatore a casa per affrontare le altre temperature e necessiti di ristoro. Il progetto sta per tornare in campo, l’assessore alla Protezione Civile Sergio Imbrò sta mappando la città per individuare le postazioni più adatte per i nuovi rifugi.

Resta il disagio di chi una casa non ce l’ha, di chi ha scelto di vivere nascosto nel parcheggio Talete o in altre postazioni di fortuna, accontentandosi dell’aiuto saltuario di associazioni e volontari e anche di fronte ad un caldo infernale non venire allo scoperto: non pochi homeless infatti rifiutano l’accoglienza temporanea negli alloggi come la Stazione di posta. Scelta estrema che però vacilla di fronte alle temperature di questi giorni. Intanto, in attesa che i rifugi climatici tornino in funzione, la città si muove affaticata, stressata dal caldo, registrando la necessità di un controllo più attento a chi non è in grado di segnalare il proprio disagio: anziani e senzatetto.