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Palermo, ecco il Piano sicurezza: il governo invia l’esercito nelle zone più a rischio

La presidente del Consiglio: «Controllo e presidio fisso del territorio, lo Stato non arretra»

14 Luglio 2026, 00:05

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Palermo, ecco il  Piano sicurezza: il governo invia l’esercito nelle zone più a rischio

L’uso dell'esercito per affiancare le forze dell'ordine nel presidio di quartieri a rischio come lo Zen. Ma anche la continua attenzione verso la città di Palermo, testimoniata dalla promessa di altri 90 agenti oltre agli 850 destinati alla città dal 2025 e di altri sei milioni di euro da spendere in sicurezza. Nel giorno in cui è accolta in città da un blitz che porta in carcere i responsabili dell’escalation delle intimidazioni degli ultimi mesi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni promette che lo Stato non solo non arretrerà, ma farà diventare la sua presenza una costante nelle aree più delicate. Con una formula, quella delle operazioni straordinarie, che promette un ulteriore giro di vite sulla sicurezza.

La presidente del Consiglio fa il punto durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza, da lei presieduto e alla presenza del prefetto Massimo Mariani, del questore Vito Calvino e dei rappresentanti dei corpi di polizia. Parte dal passato recente: «Sappiamo bene - dice Meloni - cosa è accaduto in alcune zone di questa città: le raffiche di kalashnikov, le intimidazioni ai commercianti e agli imprenditori, le taniche di benzina date alle fiamme per terrorizzare i cittadini sono immagini che non vedevamo da tempo ma che non abbiamo alcuna intenzione di tollerare». La presidente del Consiglio ringrazia i carabinieri e le forze dell'ordine per l'operazione e poi riassume le misure sulla sicurezza prese in città negli ultimi anni: «Serve rafforzare ancora di più il lavoro importante che è stato fatto - dice Meloni - dal 2023 a oggi a Palermo sono state realizzate 118 operazioni ad alto impatto, sono state impiegate oltre 3mila unità di forze di polizia, sono state controllate più di 14mila persone con le zone rosse».

Ma questo è un punto di partenza, una base da cui Meloni intende fare «più e meglio», con il Comitato per l'ordine e la sicurezza che ha l’obiettivo di trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare una «operazione straordinaria di controllo e di presidio fisso del territorio». Ed è qui che Meloni fa riferimento all’Esercito: «Penso soprattutto allo Zen, presidio che si può garantire ovviamente con le forze di Polizia ma non solamente, forse anche con il coinvolgimento dei militari dell’Esercito in operazioni congiunte». La premier ipotizza un intervento sulle norme che disciplinano Strade Sicure, l’operazione che prevede l’impiego di unità dell’Esercito per garantire l’ordine pubblico.

Meloni spende poi qualche parola su Palermo e sulla sua lunga storia di lotte alla criminalità: «Questa città con la sua storia ha contribuito all’identità e alla coscienza civile della nostra nazione nel suo complesso. È un luogo in cui lo Stato ha dimostrato, forse più che in ogni altro, la sua capacità di non essere disposto a indietreggiare di fronte alla violenza mafiosa. È un messaggio che raccogliamo e proviamo a rilanciare».