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L'iniziativa

Palermo, dopo il blitz spuntano cartoline anche allo Zen contro i boss scarcerati

Prosegue a Palermo, nel più assoluto riserbo, la campagna anonima di cartoline contro la mafia: nuovi adesivi allo Zen rivolgono ai giovani l'avvertimento «Se lavori per un mafioso, il tuo stipendio si chiama carcere» e compaiono vicino a scuole, parrocchie e locali già intimiditi.

14 Luglio 2026, 10:31

Palermo, dopo il blitz spuntano cartoline anche allo Zen contro i boss scarcerati

Prosegue a Palermo, nel più assoluto riserbo, la campagna anonima di cartoline contro la mafia. Dopo i messaggi comparsi nei quartieri Uditore, San Lorenzo, Tommaso Natale e Acquasanta, indirizzati ai boss scarcerati, nella notte nuovi esemplari, con la medesima grafica ma contenuti differenti, sono apparsi allo Zen. L’iniziativa non è stata rivendicata e resta ignota l’identità di chi la promuove. Questa volta i messaggi sono rivolti ai giovani della zona, dove la criminalità organizzata continua a reclutare manovalanza, e recano la frase: «Se lavori per un mafioso, il tuo stipendio si chiama carcere». Gli adesivi sono stati applicati ai pali dell’illuminazione, alle cabine Enel e in luoghi simbolici del rione: nei pressi del bar Cheri, già bersaglio di intimidazioni; allo Zen 2, vicino alla scuola Giovanni Falcone; all’ingresso della parrocchia San Filippo Neri, in passato colpita da attentati; e in piazza Gino Zappa.