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14 luglio 2026 - Aggiornato alle 23:05
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edizione sottotono

Festa di San Calogero 2026 ad Agrigento: un bilancio in chiaroscuro tra ritardi e polemiche

Niente eventi in piazza Stazione e fiera ridotta ai minimi termini. Salvi solo i fuochi d'artificio e la macchina della sicurezza

14 Luglio 2026, 11:26

11:30

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Festa di San Calogero

Va in archivio l’edizione 2026 di San Calogero. Il bilancio, purtroppo, non è positivo. Niente fiera, a parte qualche bancarella, e pochissimi eventi collaterali. La settimana è trascorsa in un clima tutt’altro che festoso. Senza giri di parole: le attese dell’intera comunità della città dei Templi erano ben diverse. Tutti si aspettavano dieci giorni da ricordare. Ed invece nella mente degli agrigentini resterà poco o nulla di questa edizione portata a termine tra ritardi, qualche polemica, Santuario chiuso e programma reso noto a pochi giorni della festa.

Tra gli appuntamenti negativi ha influito la soppressione della settimana “U Venniri a Villa” in piazza Stazione: niente concerti, opere teatrali e iniziative varie che gli anni passati avevano attirato numerose persone.

«C’è stato qualche problema organizzativo, ma che non è dipeso da noi e dalla chiesa» – ha detto Salvatore Moscato del direttivo dei portatori di San Calogero – «Purtroppo non è stato possibile organizzare “U Venniri a Villa” ma rassicuriamo tutta la città: il prossimo anno non mancheranno eventi e bei momenti per tutta la durata dei festeggiamenti».

Così come la fiera: non esiste la festa di San Calogero senza le bancarelle e le giostre. Apprezzati i fuochi d’artificio. Entrambe le domeniche gli agrigentini hanno assistito a due “maschiate” che tanto hanno ricordato il passato a cui tutti erano bene abituati.

Sulle due uscite del Santo, ad onor del vero, ha influito l’assoluto divieto di accedere all’interno del Santuario, di fatto ancora un cantiere, per i lavori di riqualificazione. Con la speranza che l’anno prossimo possa tornare fruibile senza alcuna limitazione.

Da evidenziare che sia la prima che la seconda domenica pochissime persone, distribuite a “macchia di leopardo”, hanno lanciato il pane benedetto all’indirizzo del Santo. Una tradizione ormai persa ma tanto cara agli agrigentini con l’augurio che possa essere almeno in parte recuperata.

«San Calogero per noi è tradizione e cultura» – sottolinea il sindaco Michele Sodano –, «mi auguro che dall’anno prossimo insieme alle associazioni possiamo cominciare ad organizzare e pianificare l’evento già a partire da gennaio e dare un respiro ancora più ampio».

Per quanto riguarda la “macchina” dei soccorsi, coordinata dal direttore della centrale operativa del 118 di Caltanissetta, Agrigento ed Enna, Giuseppe Misuraca, anche per la seconda domenica, ha funzionato alla perfezione. Sono stati 11 gli interventi effettuati dal personale medico ed infermieristico prima e durante la processione del Santo.

Da registrare nella calca l’infortunio di un portatore. Ha riportato una frattura ad un piede e rischia di perdere uno o due dita.

E ha funzionato il massiccio dispiegamento di forze dell'ordine, diretto sul "campo" dal primo dirigente della Divisione Anticrimine, Cesare Castelli. Sagrato e gradoni non sono stati sgomberati e solo prima dell’uscita del Santo per motivi di sicurezza è stato creato un cordone di poliziotti, carabinieri, finanzieri, protezione civile e volontari dall'alto della scalinata così da permettere “l’acchianata” del simulacro.