Viagrande
Caso “Parco Monte Serra”, il sindaco Faro fa chiarezza: «Gestiamo errori altrui»
Dopo l'attacco dell'opposizione, l'Amministrazione difende la propria condotta: «Un atto dovuto informare i cittadini»
Il parco suburbano Monte Serra che visse momenti di notorietà grazie alla Casa delle farfalle (sotto la gestione del prof. Barbagallo), nonostante adesso sia chiuso da oltre tre anni, resta sempre sotto i riflettori dei cittadini viagrandesi per l'ultra trentennale problema relativo alle indennità di esproprio. Dopo l'intervento, nell'ultimo Consiglio comunale, del capogruppo dell'opposizione, Alfredo Guliti, che lamentava la mancata comunicazione, da parte del sindaco Salvo Faro, della sentenza con la quale l'amministrazione comunale era stata condannata al pagamento di circa 700 mila euro.
Il sindaco ha diffuso adesso - tramite il suo portavoce - un comunicato stampa per fare chiarezza sull'intera vicenda. «La situazione che oggi il Comune è chiamato ad affrontare - dichiara il sindaco Faro - trae origine da procedure avviate oltre 30 anni fa. L'Amministrazione attuale non può modificare eventi ormai consolidati, ma ha il dovere di gestire le conseguenze di un contenzioso maturato nel tempo, cercando di limitare, per quanto possibile, l'impatto economico sulle casse comunali e tutelando gli interessi dell'ente e della collettività».
La vicenda prende avvio nel 1993, quando l'Amministrazione Corsaro Boccadifuoco ottiene un finanziamento destinato alla realizzazione del parco Monte Serra. Alla fine dell'anno, però, l'Amministrazione Corsaro venne sciolta dall'assessorato regionale per inadempienze sul Prg: la gestione passò al commissario straordinario (rag. Angelo Politi) che approvò il primo stralcio esecutivo dell'opera, comprendente l'elenco delle particelle da espropriare.
Nel 1995 l'Amministrazione Sanfilippo (vi facevano parte anche l'attuale vicesindaco Leonardi e l'attuale assessore Mauro Licciardello) emise un' ordinanza sindacale di occupazione delle aree interessate dal progetto. Però, come risulta dal corpo della recente pronuncia giudiziaria, la procedura espropriativa non venne completata entro i termini previsti dalla normativa vigente, non essendo stato emanato il decreto di esproprio entro il termine quinquennale. I privati iniziarono un articolato contenzioso giudiziario, protrattosi negli anni (intanto si succedettero due Amministrazioni Sanfilippo, due Vera Cavallaro, due Leonardi) e conclusosi con la condanna del Comune al pagamento delle indennità riconosciute ai proprietari.
«Abbiamo ritenuto doveroso informare con trasparenza la cittadinanza - conclude il sindaco Faro - perché riteniamo che su vicende di questa rilevanza debbano parlare i documenti, gli atti amministrativi e le sentenze, evitando ricostruzioni parziali e fuorvianti».