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L'omicidio di Ognina

La tragica ricostruzione del delitto: «Santo è stato colpito nove volte e ha provato a difendersi»

Il pasticciere è stato accoltellato mortalmente da un posteggiatore abusivo. Il legale: «Perizia psichiatrica per l’imputato». Domani la decisione della Corte

15 Luglio 2026, 07:52

Ucciso in piazza Mancini Battaglia: la vittima è Santo Re

«Assassino». Una parola mormorata molte volte ieri mattina nell’aula Serafino Famà. I familiari di Santo Re, ucciso il 30 maggio dello scorso anno in piazza Mancini Battaglia, hanno assistito all’udienza del processo in Corte d’Assise. L’imputato, Akhabue Innocent, era presente poiché era previsto il suo esame.

Ma prima di procedere con l’interrogatorio di Obama - così era conosciuto a Ognina dove operava come parcheggiatore abusivo - è stata chiamata Monica Salerno, uno dei medici legali che si è occupato dell’autopsia sul corpo di Santo. Mentre la consulente parlava, descrivendo le lesioni inferte al pasticciere, si è percepito il pianto dei familiari, che sentono ancora forte il dolore della perdita. Facendo bene i conti, Salerno ha elencato in totale nove coltellate. Tre sono quelle che hanno provocato le lesioni mortali. «Il decesso purtroppo non sarebbe stato evitato nemmeno con un soccorso più tempestivo di quello che già c’è stato», ha commentato Salerno rispondendo a una domanda del procuratore aggiunto Fabio Scavone, che con il pm Fabio Platania rappresenta l’accusa. Le ferite alle mani e alle braccia sono «da difesa attiva e passiva». Santo ha provato a schivare la furia del posteggiatore abusivo.

Per motivi di sicurezza l’udienza è proceduta a porte chiuse. L’imputato è stato quindi accompagnato dalla cella al banco dei testimoni. L’uomo dello Zimbawe, che ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, ha cominciato a farfugliare e vaneggiare. Ha pronunciato più volte la parola inglese “ghost”. Quel giorno avrebbe visto i fantasmi e li avrebbe colpiti: i ricordi non sono chiarissimi. La difesa di Obama, dopo le dichiarazioni spontanee, ha avanzato alla Corte d’Assise l’istanza di disporre una perizia psichiatrica collegiale. La procura si è opposta. E lo stesso hanno fatto, argomentando, gli avvocati Alessandro Coco e Salvatore Leotta, che assistono rispettivamente la vedova di Santo e i familiari della vittima costituitisi parte civile nel processo.

La presidente Maria Pia Urso ha annunciato alle parti che scioglierà la riserva sull’istanza difensiva nel corso di un’udienza interlocutoria fissata per domani. A settembre invece dovrebbe cominciare la requisitoria del pm.