Il Festino a Palermo
Religione e bandiere, la città di Santa Rosalia tra tradizione e droni
Il racconto dell'omaggio alla Santuzza: in trecentomila in strada, con vista dal Carro... giardino
Come di consueto la città si è riversata lungo il Cassaro per il Festino di Santa Rosalia. Palermo ha scelto di esserci, tutta insieme, senza rinunciare alla propria complessità: quella città «condannata a essere tutto e il contrario di tutto», come raccontano i personaggi del monologo dei Quattro Canti. Normanna e barocca, europea e mediterranea, popolare e colta. Una città che nella notte della Santuzza ha ritrovato la propria immagine.
Una folla di più di 300mila persone ha accompagnato il 402° Festino, con tantissimi turisti arrivati da ogni parte del mondo e migliaia di palermitani lungo il percorso. Il caldo intenso non ha fermato nessuno: nelle mani dei presenti i ventagli e le bottigliette d’acqua, mentre tra la folla resistevano i simboli più popolari della festa, dai sacchetti di babbaluci alle pannocchie, fino alle coroncine di rose.
Alle 21.20 il racconto è iniziato puntuale dal Piano di Palazzo Reale con il videomapping monumentale sulla facciata del Palazzo dei Normanni. La voce narrante di Dario Aita ha accompagnato il pubblico nella storia della città: l’arrivo della peste del 1624, la violenza delle battaglie, poi l’incontro tra popoli, lingue e tradizioni diverse da cui nasce una delle civiltà più straordinarie del Mediterraneo.
Alle 21.50 circa il Carro trionfale ha iniziato la sua discesa lungo il Cassaro. Un carro-giardino, sul quale Santa Rosalia è apparsa come una vergine normanna avvolta da 300 farfalle luminose. La seconda tappa è stata quella della Cattedrale, momento in cui la statua viene svelata e illuminata, qui il messaggio dell’arcivescovo monsignor Corrado Lorefice alla città. Sul palco lo spettacolo “La Peste, La Fede, Il Rito” ha unito danza, recitazione e canto con la musica orchestrale di Batèria Siciliana. Protagoniste Giusy Buscemi ed Ester Pantano, insieme agli altri interpreti del racconto.
Alle 23.20 circa il Carro ha raggiunto i Quattro Canti, il luogo simbolico in cui la festa incontra la città di oggi. Qui i tifosi del Palermo Calcio hanno accolto la Santa con cori da stadio e bandiere rosa nero. Si è misurato anche il rapporto tra cittadini e amministrazione. Dopo l’acchianata del sindaco Roberto Lagalla e il tradizionale grido «Viva Palermo, viva Santa Rosalia», il primo cittadino ha lanciato il suo augurio dal Carro. Con lui anche il presidente della Regione Normandia Hervé Morin, ospite in vista dell’Anno Europeo dei Normanni 2027, e Maria Concetta D’Amaso, mamma della piccola tifosa del Palermo Alessia La Rosa, scomparsa poco tempo fa.
Sul palco dei Quattro Canti sono tornati anche Dario Aita, Ester Pantano e Giusy Buscemi, questa volta non più nei panni dei personaggi interpretati durante lo spettacolo, ma come cittadini di Palermo. Il Carro ha quindi proseguito verso Porta Felice, lungo il Cassaro lo striscione di Addiopizzo su un balcone recita: "Santa Rosalia liberaci dalla mafia, dall'indifferenza e dal silenzio. Riprendiamoci Palermo".
All'ingresso di Porta Felice uno sciame di droni luminosi ha disegnato nel cielo parole e simboli della città, tra cui il messaggio “W Palermo e Santa Rosalia”. Il finale è stato affidato come da tradizione al Foro Italico: quarantacinque minuti di giochi pirotecnici sul golfo hanno salutato la Santuzza.