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Gli arresti

Mafia, colpo al clan Cappello: dagli spari all'Ecs Dogana allo spaccio in carcere, 22 arresti. Coinvolti anche un avvocato e un medico

L'indagine è partita dopo l'ormai famoso episodio della sparatoria fuori dal locale a causa del duetto fra Niko Pandetta e Tony Effe. E nel tempo si è arricchita di dettagli

15 Luglio 2026, 10:45

10:50

Mafia, colpo al clan Cappello: dagli spari all'Ecs Dogana allo spaccio in carcere, 22 arresti. Coinvolti anche un avvocato e un medico

Ventidue persone sono finite in manette all'alba di oggi a Catania, mentre per altre quattro il giudice si è riservato di decidere al termine degli interrogatori preventivi. Gli arresti sono scattati su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare firmata il 3 luglio 2026 dal Gip del Tribunale etneo.

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dall'uso di armi e dalla presenza di più di dieci associati, oltre che di acquisto, detenzione e cessione di droga, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, lesioni personali e minacce aggravate dal metodo mafioso. Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Squadra Mobile di Catania, hanno fatto emergere l'esistenza di un gruppo criminale attivo nel traffico di stupefacenti e responsabile di numerose sparatorie avvenute in città.

Il concerto di Tony Effe all'Ecs Dogana

Il gruppo, composto in prevalenza da giovani, è accusato di aver adottato il metodo mafioso: ad alcuni dei componenti viene contestata anche l'aggravante di aver agevolato il clan Cappello-Bonaccorsi, con base operativa al Villaggio Sant'Agata. Le indagini sono partite dalla sparatoria della primavera 2022 nei pressi del locale notturno catanese Ecs Dogana, episodio che portò già il 9 agosto 2022 all'emissione di ordinanze di custodia cautelare per cinque persone - quattro delle quali destinatarie anche del provvedimento odierno - allora accusate di rissa e lesioni personali aggravate dall'uso di armi, oltre che di detenzione e porto illegale di più armi comuni da sparo.

All'origine di quella rissa, sfociata in sparatoria, ci sarebbe un episodio avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 aprile 2022: alcuni giovani vicini al clan Mazzei, i cosiddetti Carcagnusi, avrebbero impedito a Niko Pandetta, noto cantante neomelodico catanese, nipote del boss Turi Cappello, di esibirsi insieme al trapper Tony Effe.

Nel corso delle indagini è emersa la leadership di uno dei destinatari della misura odierna e una struttura organizzativa gerarchizzata, con ruoli e compiti suddivisi tra gli affiliati, oltre al coinvolgimento del gruppo in un'estesa attività di spaccio con piazze a Villaggio Sant'Agata, Librino e San Cristoforo.

A partire dal 14 giugno 2023 si è registrata una serie di sparatorie proprio a Villaggio Sant'Agata e Librino, che gli investigatori ritengono collegate ai contrasti nati dai fatti dell'Ecs Dogana: sarebbero scaturite dalla contrapposizione tra due fazioni interne al sodalizio, una intenzionata a punire un membro ritenuto infedele e l'altra a difenderlo. Determinante, per ricostruire gli eventi, è stato il monitoraggio di una donna, legata da vincoli di parentela a uno dei protagonisti, che avrebbe raccontato a familiari i dettagli dei dissidi.

Gli scontri sono proseguiti nel pomeriggio del 16 giugno 2023 al Villaggio Sant'Agata, per poi tradursi in un'ulteriore serie di esplosioni il 21 giugno, quando una disputa per un debito non pagato di 500 euro avrebbe portato una delle fazioni a intervenire in favore del debitore, impedendo il recupero del credito. Ne sarebbe seguita una controffensiva armata, tra il 22 e il 25 giugno 2023, contro una palazzina di Camporotondo Etneo, crivellata da numerosi colpi anche di grosso calibro, alla quale avrebbero partecipato diversi destinatari della misura.

Il redditizio business delle carceri

Le indagini hanno inoltre fatto emergere un'evoluzione delle attività illecite del gruppo, non più limitate al tradizionale spaccio nelle abitazioni di Villaggio Sant'Agata e Librino, ma estese a un business particolarmente redditizio: l'introduzione di droga, telefoni cellulari e schede sim nelle carceri siciliane, sfruttando il contributo di esperti nel pilotaggio di droni e l'invio di corrispondenza con sostanza stupefacente occultata.

In questo contesto è emersa la figura di un avvocato catanese, anch'egli raggiunto dall'ordinanza cautelare, ritenuto gravemente indiziato di aver introdotto droga nel carcere di Agrigento, dove era detenuto un componente di vertice del sodalizio, per poi rivenderla all'interno dell'istituto. Gli inquirenti hanno anche ricostruito il tentativo di coinvolgere un dirigente medico in servizio alla casa circondariale di Noto, in provincia di Siracusa, anch'egli destinatario di una misura cautelare, per far recapitare droga e sim a un altro affiliato detenuto nella stessa struttura: il materiale sarebbe stato occultato in palloncini di plastica contenenti pesce e carne.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati quantitativi di crack, cocaina, hashish e marijuana, oltre a materiale per il confezionamento e la sicurezza delle piazze di spaccio, un drone, telefoni cellulari, schede sim e munizioni per armi di diverso calibro.

L'inchiesta, avviata nell'aprile 2022 e conclusa nel 2024, riguarda dunque un gruppo che - collegato per alcuni componenti al clan Cappello-Bonaccorsi - avrebbe ampliato il proprio giro d'affari anche dentro gli istituti di pena, dove i sodali detenuti sarebbero riusciti a intercettare una clientela a cui venivano imposti prezzi esorbitanti: uno smartphone, secondo quanto ricostruito, poteva arrivare a costare fino a 15 volte il prezzo di mercato. Tra gli elementi raccolti dagli inquirenti per ricostruire la vicenda figura anche la captazione in diretta dell'audio di un brano scritto da un cantante neomelodico vicino al gruppo, il cui testo ripercorrerebbe in modo dettagliato l'intera vicenda legata all'Ecs Dogana.