Curiosità
Nozze a sorpresa per gli invitati a Motta S. Anastasia: il sì di Costanza e Giuseppe "celato" da un motivo diverso
Due cerimonie, una istituzionale l'altra privata, per un matrimonio che voleva arrivare al cuore di chi c'era senza sfarzo o allestimenti sorprendenti
L’idea non è delle più comuni, specie in tempi di matrimoni hollywoodiani allestiti in location da mille e una notte (castelli, palazzi nobiliari, tenute che si perdono a vista d’occhio di mari o di laghi), con più cambi d’abito per la sposa, gadget per gli invitati, band musicali, animatori, fuochi d’artificio e bomboniere sorprendenti. Costanza Paternò di Raddusa e Giuseppe Chiechio, pur portando il cognome di lei la storia di un casato nobiliare catanese e pur avendo scelto di sposarsi in un castello, sono però rifuggiti da tutto quel glamour che va di tanto di moda.
E non solo. Gli invitati alle nozze, una settantina per la prima “convocazione”, e 150 per la seconda organizzata a casa a San Giovanni La Punta, hanno scoperto di partecipare ad un matrimonio soltanto nel momento in cui erano belli e seduti nella sala del Castello normanno di Motta Sant’Anastasia, comune di cui gli sposi sono originari.
La prima ristretta cerchia di parenti, amici e colleghi erano stati raggiunti da un invito che non era una partecipazione di nozze bensì l’annuncio del conferimento di un riconoscimento che il Comune di Motta Sant’Anastasia avrebbe consegnato a Giuseppe Chiechio per la sua attività di imprenditore nel settore dell’assistenza per l’infortunistica stradale. Il sindaco Antonio Bellia, nella sala del Castello dove agli invitati era stato dato appuntamento, in effetti c’era, ma non per consegnare una targa o un attestato ma appunto per celebrare un matrimonio.

Gli sposi, con un completo blu per Costanza, entrata con un bouquet di peperoncini rossi, pantaloni e camicia chiara per Giuseppe, sono stati da subito accompagnati da una marcia nuziale che ha così svelato ai presenti la verità su quell’invito che avevano ricevuto. Ma perché questa sorpresa? La domanda nasce spontanea e a spiegarne la motivazione è Giuseppe che incontriamo in redazione. “Come ho già detto quel giorno (all’inizio del mese di luglio, ndr.) noi volevamo una cerimonia semplice, informale e senza impegnare i nostri invitati a chissà quali costosi regali.
Non siamo più due ragazzini e per entrambi il valore delle cose sta nell’essenziale. Chi era presente ad entrambe le cerimonie doveva esserci con il cuore, con la gioia di condividere nell’immediato il suggellamento di una storia d’amore vera e nulla di più”. Ma la sorpresa è del tutto riuscita? “Assolutamente sì. Nessuno, a parte noi, il sindaco e l’amica Cetty Marletta (che ci ha fatto da “gancio” per raccontare queste nozze), sapeva del vero motivo dell’invito. Ci sono state grandi risate ma anche tanta commozione. E anche la seconda volta, quando, alcuni giorni dopo la celebrazione a Motta, abbiamo organizzato a casa una festa di matrimonio più “allargata”, siamo ricorsi alla scusa dell’invito per il compleanno di Costanza, che in effetti cadeva in quel giorno. Al posto della torta di compleanno però c’era la torta nuziale”.
Giuseppe era rimasto segnato dalla perdita di una precedente compagna, scomparsa nel 2021 per un male incurabile. “Ero in uno di quei momenti bui, in cui la vita perde colore. Costanza, che è una persona eccezionale, ha ridato senso al futuro e con lei, che gestisce un’agenzia di assicurazioni, condivido anche la passione per le Harley-Davidson. Ed è proprio tra un raduno e l'altro che si è sviluppata la nostra relazione.
Quindi viaggio di nozze in moto...
“Dobbiamo ancora farlo e avevamo pensato proprio di farlo in moto: avremmo potuto raggiungere dei nostri amici che sarebbero partiti prima di noi. Ma quel viaggio è saltato e così andremo in Scozia, ad agosto, ma in aereo”.
E sul viaggio di nozze nessun mistero: parenti, amici e colleghi sono già avvertiti. A questo punto buon viaggio e buona vita.