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Cronaca

Acate, sorpreso a bruciare rifiuti speciali. Denunciato

E' la settima persona deferita dai carabinieri in pochi giorni per la stessa tipologia di reato

15 Luglio 2026, 13:18

13:20

Acate, sorpreso a bruciare rifiuti speciali. Denunciato

L'intervento dei carabinieri ad Acate

Prosegue con la massima scrupolosità l’azione di contrasto ai reati ambientali da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, con un focus particolare sul fenomeno delle cosiddette “fumarole”, ossia lo smaltimento illecito di rifiuti tramite combustione.

Una pratica che, per la presenza di plastiche e materiali derivanti dall’attività agricola, provoca gravi ricadute sulla salute pubblica e costituisce una priorità operativa per l’Arma, soprattutto nei periodi di primavera ed estate.

Il rafforzamento dei controlli sul territorio — condotti anche con il supporto degli elicotteri — nelle ultime due settimane ha consentito di individuare altri quattro siti di smaltimento irregolare e di denunciare in stato di libertà sette persone alla Procura della Repubblica di Ragusa.

L’intervento più recente è stato eseguito alle prime luci del giorno, alla fine della scorsa settimana, nella contrada Dirillo–Terrenuova di Acate.

I Carabinieri della Stazione locale, avvalendosi del prezioso sostegno aereo di un elicottero del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania, hanno effettuato un mirato sorvolo delle aree interessate da coltivazioni intensive in serra.

Individuato il focolaio, la segnalazione è stata immediatamente trasmessa alle pattuglie a terra, che sono intervenute cogliendo in flagranza un cittadino straniero di 60 anni, residente in zona e titolare di un’azienda agricola, mentre alimentava un rogo composto da cumuli di rifiuti plastici e scarti vegetali.

I militari, messa in sicurezza l’area, hanno proceduto al sequestro preventivo del sito e alla denuncia del proprietario del fondo per attività di gestione non autorizzata di rifiuti e combustione illecita degli stessi.

Il grado di responsabilità dell’indagato sarà accertato nel corso del procedimento penale che verrà instaurato presso la Procura della Repubblica di Ragusa, come previsto dalla normativa vigente.