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15 luglio 2026 - Aggiornato alle 20:39
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Il blitz della polizia

Dal blitz "Oltre al Villaggio" alla sparatoria di piazza Montana , il "vampiro": «Miano ha un gruppo con minorenni armati»

Le carte dell'inchiesta sui cani sciolti della droga dei Cappello incrociate agli ultimi fatti di cronaca. Domani gli interrogatori di garanzia

15 Luglio 2026, 20:02

20:10

Da "Bicicletta"  a "Piripicchio": ecco i nomi degli arrestati nell'operazione "Oltre al villaggio"

L'operazione "Oltre il Villaggio", scattata questa mattina, ha cristallizzato gli assetti criminali risalenti al 2022 e 2023 nel gruppo collegato ai Cappello-Bonaccorsi che ha ancora oggi come vertice Sebastiano Miano "Piripicchio". Le indagini della Terza Sezione della Squadra Mobile - reati contro la persona hanno documentato le tensioni fra i cappelloti del Villaggio e gli Intravaia-Mazzei di via Belfiore. Scontro che è esploso nel corso della sparatoria avvenuta alla Vecchia Dogana nell'aprile di quattro anni fa (già Miano è stato condannato in via definitiva).

L'anno dopo sono avvenute delle sparatorie tra Catania e Camporotondo Etneo che avevano come movente la spartizione della droga. Fra gli arrestati c'è anche Pietro Gagliano "Il Puffo" e il fratello Gabriele. Quest'ultimo, ultimamente, è stato fermato per i fatti di sangue di piazza Beppe Montana

A completare il quadro accusatorio ci sono le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Il primo è Carmelo Liistro, uomo dei Cappello che ha partecipato alla famosa sparatoria del viale Grimaldi, che ha rilevato come Miano e Gagliano gestissero assieme le piazze di spaccio al Villaggio Sant'Agata in via dei Sanguinelli"Piripicchio" e "Puffo" hanno allargato gli affari criminali anche al viale Nitta 12 a Librino. C'è anche la casa dello "spaccio dei puffi" al civico 20 in via Alonzo e Consoli, che ultimamente si è scoperto essere stata fornita anche dal clan Mazzei. E, infine, una bottega della droga è stata creata al Pigno. Esattamente dove è avvenuto l'omicidio, con pistolettate partite durante un rocambolesco inseguimento, la vigilia di Natale del 2024. 

Quando Michele Vinciguerra "u cardunaru" ha cominciato a collaborare con la mafia, i Miano-boys hanno cominciato a tremare. I verbali dell'ex boss dei Cappello sono finiti nei faldoni di quest'inchiesta: il pentito ha spiegato che riforniva le piazze di spaccio del Villaggio di Miano, che seppure essendo un cane sciolto del clan poteva contare sulla protezione dei pezzi grossi dell'organizzazione mafiosa. Oggi Miano sarebbe riconducibile direttamente a Giovanni Crisafulli "u tuccu". In quest'inchiesta finiscono anche le rivelazioni di Santo Livoti "u vampiro", personaggio criminale che gestiva diverse piazze di spaccio indoor a Librino e ha avuto contatti diretti con Lorenzo Saitta "u scheletro" di San Cocimo. Due anni fa Li Voti mette a verbale: «Altro gruppo mafioso radicato al Villaggio S. Agata è organico invece al clan Cappello ed è comandato da Seby Miano, detto 'Piripicchio'. So diverse notizie su questo gruppo anche perchè vi appartiene un cugino di mia moglie. Del gruppo fa parte il cognato di Seby Miano, tale Alfredo, Orazio Guerino, Giuseppe Patanè, Danilo Napoli e altri ragazzini anche minorenni di età di 15-16 anni, che i predetti utilizzavano senza scrupoli per attività illecite, visto che Miano già da quell’età li avviava ad attività mafiose, avendo costituito un gruppo di fuoco con soggetti minorenni armati. Il Miano ha una piazza storica al Villaggio S. Agata dove c'è una scritta su un muro dedicata a un ragazzo che è morto, e poi una piazza di spaccio nel quartiere Pigno vicino al cognato, e infine al viale Nitta 12 all’ottavo piano. Attualmente quest’ultima piazza è gestita da Giuseppe Patanè, figlio di Salvatore Patanè».

Torniamo un attimo al blitz di stamattina. L'inchiesta è stata coordinata in origine dai pm Michela Maresca, Alessandro Sorrentino (ora sostituto Pg a Caltanissetta) e Fabio Platania. Ora a Platania è stato affiancato il pm Santo Di Stefano. Il gip Dorotea Catena ha fatto finire dietro le sbarre 19 persone (uno è irreperibile), fra cui l'avvocato Giancarlo Puglisi - figlio di un magistrato in quiescenza - accusato di essere concorrente nell'associazione finalizzata allo spaccio di droga. Il suo ruolo era quello di supportare i cognati Sebastiano Miano e Alfredo Blancato per il reperimento di droga e telefonini durante la detenzione. 

Altri due sono stati destinatari dell'obbligo di firma. Anche una donna è indagata, si tratta Rosa Alessandra Gennamari arrestata e condannata per tentato omicidio per aver lanciato una bottiglia incendiaria, con una complice, contro una donna per una lite fra adolescenti per un fidanzatino conteso. 

I 19 indagati finiti dietro le sbarre (Placido Samuele Aloisio "Bicicletta" 24 anni, Carmelo Basile 32 anni, Alfredo Blancato "Zio Canada" 42 anni, Fabio Salvatore Di Gregorio 39 anni, Alessio Fichera 21 anni, Gabriele Gagliano 23 anni, Salvatore Pietro Gagliano "U Puffu" 28 anni, Carmelo Simone Garofalo "U' Rizzo" 22 anni, Rosa Alessandra Gennamari 44 anni, Orazio Guerino 23 anni, Vincenzo Licandro 59 anni, Sebastiano Miano "Piripicchio" 31 anni, Giuseppe Mario Napoli "Ruppo" 26 anni, Salvatore Danilo Napoli "Napulazzu" 24 anni, Antony Saverio Pantò 28 anni, Francesco Patanè 55 anni, Giuseppe Santo Patanè 29 anni, Salvatore Patanè 58 anni, e Giancarlo Filippo Maria Puglisi 57 anni) domani affronteranno il gip. Per altri quattro, fra cui un medico di Noto, sono stati fissati gli interrogatori preventivi alla decisione della misura cautelare. Vedremo se decideranno di parlare.