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amministrazione

Palermo, sui lavori per il tram il Consorzio Sis batte cassa: «Amat e Comune devono darci 50 milioni»

La ragioneria generale avverte sul rischio di un buco nei conti

16 Luglio 2026, 06:30

Palermo, sui lavori per il tram il Consorzio Sis batte cassa: «Amat e Comune devono darci 50 milioni»

Cinquanta milioni sul groppone di Amat e Comune. Che sarebbero stati inspiegabilmente silenti con gli organi contabili - lo sostiene la Ragioneria generale - e per anni.

Si pensa subito all’errore tipografico, leggendo della nuova sassata che incombe sulla partecipata e, a cascata, sul Comune. Roba da mandare potenzialmente in pezzi il bilancio. Ma sono proprio 50 e anche qualcosa di più, i milioni chiesti dal consorzio stabile Sis, appaltatore della progettazione esecutiva e realizzazione delle prime tre linee tramviarie, e pure, in qualità di guida dell’Ati aggiudicataria, della progettazione esecutiva di alcune delle nuove opere a partire dalla C, i cui lavori sono stati consegnati alla fine di maggio.

Un pasticciaccio che il ragioniere generale Bohuslav Basile tenta di dipanare in una preoccupatissima nota datata 10 luglio. Risponde in fretta e soprattutto furia, la Ragioneria, il giorno dopo la comunicazione dell’avvio della procedura di mediazione, sulla scorta della richiesta della Sis, la cui “call” è fissata il 31.

«Il Consorzio Sis - scrive Basile - ha rinnovato la richiesta di riconoscimento dell’importo di euro 39.147.833,50 per contestazioni e riserve non definite, come quantificate a tutto il 14 dicembre 2016, richiamando, inoltre, l’ulteriore pretesa di euro 11.020.194,90 a titolo di interessi maturati per ritardati pagamenti fino al 27 gennaio 2016».

L’appalto iniziale fu firmato il 6 giugno 2006 e riguardava le tre linee pioniere. Da allora - la tesi del consorzio - si sono accumulate pendenze per svariate ragioni, tutte analiticamente indicate. Qualche esempio: la contestazione numero 32 lamenta «la ritardata consegna di aree funzionali al completamento del Deposito Leonardo da Vinci, di 124 giorni rispetto al cronoprogramma approvato il 16.07.2013»; ancora, la 33, che addossa ad Amat «un pregiudizievole anomalo andamento dei lavori»; o la numero 36, «mancata presa in consegna di impianti semaforici», notificata il 21 febbraio 2014.

Basile vuole vederci chiaro, chiedendo «quale sia il ruolo assunto da Amat, stazione appaltante; quale sia il titolo in base al quale il Comune è stato evocato nel procedimento di mediazione; se Amat abbia mai informato formalmente il Comune della pendenza delle riserve, delle contestazioni e degli interessi».

In più, Basile dichiara di venire a conoscenza della nota con la quale vengono inizialmente ribadite le pretese, del 24 luglio 2025, soltanto sei giorni fa, e fissa un termine per una «ampia relazione istruttoria», scaduto ieri. «Pur indirizzata per conoscenza al Comune - scrive - la nota non è stata mai formalmente trasmessa al sottoscritto accompagnata da alcuna relazione tecnica, amministrativa, contabile o legale idonea a consentire la valutazione del relativo rischio potenziale per il bilancio. Tale omissione informativa, ove confermata, appare oggettivamente non coerente con il quadro degli obblighi gravanti sui dirigenti. Il predetto obbligo informativo assume carattere ancora più stringente proprio in ragione della procedura di riequilibrio in corso».

Un silenzio che sarebbe seguito anche alla nota Sis del 31 luglio 2020, «con la quale era stata sollecitata la convocazione di un incontro finalizzato alla definizione delle contestazioni non risolte e alla quantificazione degli interessi legali maturati, che sarebbe rimasta senza riscontro». Basile chiede pure l’urgente parere dell’Avvocatura comunale, sulla fondatezza delle pretese e la misura del danno e degli interessi richiesti.