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L'inchiesta

Terremoto giudiziario, la 'Corte dei miracoli' si sgretola: arresti domiciliari per il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto

Il gip di Caltanissetta ordina gli arresti in casa, misure interdittive anche per imprenditori e dipendenti regionali

16 Luglio 2026, 08:55

09:43

Corruzione al Cefpas, l'atto d'accusa: «L’intera gestione  piegata agli interessi economici e personali del deputato Gallo Afflitto».

La "Corte dei miracoli" che il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto ha costruito attorno all'ente regionale della formazione del personale sanitario Riccardo Gallo Afflitto si è sgretolata. Il gip del tribunale di Caltanissetta, Santi Bologna, ha ordinato per il deputato regionale gli arresti domiciliari perché sarebbe stato il corruttore di Roberto Sanfilippo, l'ingegnere che aveva compreso che con il lavoro pubblico avrebbe potuto fare più soldi rispetto alla libera professione.

Stando all’ipotesi accusatoria, Gallo Afflitto avrebbe sfruttato il proprio ruolo politico per orientare la gestione del Cefpas, favorendo nomine, consulenze e affidamenti, e sostenendo la permanenza del palermitano Roberto Sanfilippo alla guida dell’ente.

L’inchiesta riguarda anche una presunta irregolarità nella procedura di gara per la realizzazione della biblioteca virtuale del progetto «Blvls».

Nel corso dell’interrogatorio preventivo, il deputato regionale, assistito dagli avvocati Luigi Troja e Lillo Fiorello, ha respinto integralmente le contestazioni e ha chiesto il rigetto dell’istanza di misura cautelare avanzata dalla Procura.

Per Giuseppe Capodieci, invece, i magistrati avevano richiesto gli arresti domiciliari, ma il giudice ha optato per una misura meno afflittiva, disponendo l’interdizione dai pubblici uffici per sei mesi.

Non si fermano agli arresti domiciliari per il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta sul presunto sistema corruttivo legato al Cefpas. Il giudice per le indagini preliminari ha infatti disposto una serie di provvedimenti interdittivi a carico di dirigenti pubblici, funzionari e professionisti ritenuti coinvolti. Sono stati sospesi dai pubblici uffici per dodici mesi Roberto Sanfilippo, già direttore generale del Cefpas, Giuseppe Capodieci, già direttore generale dell’Asp di Agrigento, nonché i funzionari del Cefpas Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda.

La stessa misura è stata applicata a Vincenzo Raitano, ex funzionario della Regione Siciliana oggi in pensione. Per Salvatore Enrico Giambelluca, medico in quiescenza, il Gip ha disposto una sospensione di sei mesi. Nei confronti di Pietro Tirone, legale rappresentante della società Sice srl, è scattato il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione per un anno. Nel provvedimento, il giudice ha in larga parte accolto il quadro accusatorio delineato dalla Procura, introducendo tuttavia alcune precisazioni sul piano giuridico. In particolare, per Giuseppe Capodieci l’ipotesi di reato è stata riqualificata: dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio alla corruzione per l’esercizio della funzione, che punisce il pubblico ufficiale quando riceve denaro o altre utilità per lo svolgimento del proprio ruolo.

Per quanto concerne Gioacchino Pontillo, il Gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine al concorso, sia morale sia materiale, nel presunto episodio corruttivo contestato a Riccardo Gallo Afflitto e a Roberto Sanfilippo. Secondo quanto emerge dagli atti, la posizione del funzionario risulterebbe collegata esclusivamente alla sua nomina quale esperto giuridico-amministrativo del Cefpas. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Caltanissetta, mira a far luce su un presunto sistema di favori, nomine e incarichi gravitante attorno al Cefpas, e proseguirà per accertare eventuali ulteriori responsabilità.