Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
16 luglio 2026 - Aggiornato alle 19:06
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Guardia di Finanza

Falso ateneo scoperto a Napoli, sequestrati 459 diplomi e pagine social: 37 indagati

Tra il 2004 e il 2024 rilasciati titoli (anche honoris causa) con sigillo contraffatto della Regione Campania; quota annuale pubblicizzata 1.500 euro

16 Luglio 2026, 10:39

10:40

Guardia di Finanza

I militari del Nucleo di Polizia Economico‑Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli — Sezione II Pubblica Amministrazione, nei confronti di 37 persone coinvolte nell’attività di un presunto “falso ateneo” che proponeva, tramite sito web e pagine social, corsi di laurea triennale e magistrale in Sociologia e Scienze Turistiche.

L’indagine, avviata dopo una segnalazione del Ministero dell’Università e della Ricerca, ha portato al sequestro del portale internet e degli account Facebook e Instagram riconducibili all’ente, oltre a numerosi certificati di laurea contestati. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’istituzione non era né accreditata né legalmente riconosciuta dal sistema universitario italiano e dunque priva del potere di rilasciare titoli aventi valore legale.

Dalle perquisizioni e dagli accertamenti documentali è emersa una fitta produzione di certificati: tra il 2004 e il 2024 sarebbero stati rilasciati attestati di laurea a 459 soggetti, 49 dei quali si presentavano come lauree honoris causa. Tutti i documenti posti sotto sigillo recavano — secondo la Procura — il timbro contraffatto della Regione Campania. Nelle abitazioni dei principali indagati i finanzieri hanno anche rinvenuto ampia documentazione relativa all’attività di rilascio dei titoli.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo comprendono associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di altri pubblici sigilli. Tre delle 37 persone indagate sono ritenute — nell’inchiesta — componenti dell’associazione per delinquere; le restanti 34 risultano segnalate come destinatari dei titoli rilasciati dall’ente.

Per conferire al presunto ateneo un’apparenza di ufficialità, gli investigatori hanno rilevato sul portale riferimenti a presunti accreditamenti e iscrizioni presso enti e registri pubblici e l’uso non autorizzato del logo della Regione Campania. Le indagini, sviluppate anche attraverso l’analisi delle fonti aperte, hanno documentato la diffusione online di articoli, immagini e video relativi a cerimonie di conferimento di lauree — materiale che ha aiutato gli investigatori a individuare numerosi destinatari dei titoli e a ricostruire la rete di contatti tra promotori e clienti.

Implicazioni e possibili conseguenze per i “laureati” — La vicenda solleva interrogativi sul valore e sull’uso dei certificati ottenuti: i titoli rilasciati da atenei non riconosciuti non hanno valore legale in Italia e, se prodotti con sigilli contraffatti, possono configurare profili penalmente rilevanti anche per chi ne abbia fatto uso consapevole. La Procura valuterà caso per caso le responsabilità dei destinatari, distinguendo tra chi ha agito in buona fede e chi invece poteva essere al corrente della natura irregolare dell’ente.

Reazioni istituzionali e tutela dei cittadini — A seguito della segnalazione iniziale il Ministero dell’Università e della Ricerca ha attivato i controlli che hanno dato l’avvio all’inchiesta: il caso richiama l’attenzione sulla necessità di strumenti informativi più efficaci per orientare i cittadini nella verifica dell’accreditamento degli enti formativi e sulla vigilanza sull’uso improprio di simboli e loghi istituzionali.

Il ruolo della Guardia di Finanza — La Guardia di Finanza, che ha condotto le indagini coordinata dalla Procura Particolare, ha sottolineato l’importanza dell’analisi delle fonti aperte (open source intelligence) e dell’attività di polizia giudiziaria informatica nel rintracciare sia i luoghi virtuali di offerta dei titoli (sito e social) sia la rete di persone coinvolte nella commercializzazione delle lauree.