Emergenza
Incendio in Corsica, 200 escursionisti bloccati sul GR20: la Gendarmeria ordina il fermo al rifugio Tighjettu
Le fiamme hanno già bruciato180 ettari; vigili del fuoco e soccorritori impegnati per contenere più focolai mentre in Francia si intensificano le indagini sugli incendi dolosi
Circa 200 escursionisti sono rimasti confinati al rifugio Tighjettu, lungo il celebre sentiero escursionistico GR20 in Corsica, dopo che un vasto incendio boschivo è divampato nei pressi del tratto che conduce verso Corte. La Gendarmeria locale, temendo per la sicurezza dei camminatori, ha ordinato di non proseguire il cammino e di restare nel rifugio fino a nuovo avviso, mentre le operazioni di spegnimento e contenimento proseguono su più fronti.
Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla stampa francese, le fiamme hanno già interessato circa 180 ettari di vegetazione e diversi focolai restano ancora attivi nella zona. Sul posto sono presenti squadre dei Vigili del Fuoco locali, unità di soccorso e mezzi aerei impegnati nelle operazioni antincendio, che si stanno concentrando sia sull’estinzione attiva sia sulla protezione dei punti critici per evitare ulteriori propagazioni verso aree abitate e sentieri frequentati.
Il GR20, che attraversa la Corsica da nord a sud, è considerato uno dei sentieri di lunga percorrenza più impegnativi e famosi d’Europa. Durante il periodo estivo la rete dei rifugi lungo il percorso può arrivare ad ospitare decine di migliaia di persone: nei giorni di maggiore affluenza si registrano fino a 150.000 presenze complessive nelle strutture di accoglienza estive dell’isola. Il confinamento al rifugio Tighjettu ha dunque interessato una porzione significativa di escursionisti, tra cui turisti stranieri e appassionati locali.
Preoccupazione anche per gli altri incendi che stanno colpendo la Francia in queste settimane. A sud di Parigi, nella foresta di Fontainebleau, un vasto incendio ha dichiarato lo stato di emergenza: dall’inizio dell’epidemia di roghi domenica scorsa le fiamme hanno devastato oltre 2.000 ettari, secondo le autorità, e sono state arrestate due persone in relazione alle indagini preliminari che ipotizzano un’origine dolosa per alcuni focolai; tra gli arrestati figura anche un vigile del fuoco volontario. Per la situazione a Fontainebleau è atteso un sopralluogo del presidente Emmanuel Macron, a conferma della rilevanza nazionale dell’evento.
I dati ufficiali comunicati oggi dalle autorità francesi parlano di oltre 32.000 ettari andati in fumo dall’inizio dell’anno — una superficie superiore a quella distrutta nell’intera stagione 2025 — e di un’intensificazione generale degli incendi che sta mettendo sotto pressione mezzi e operatori di protezione civile in tutto il territorio nazionale.
Le autorità locali in Corsica hanno attivato i protocolli di emergenza: la Gendarmeria ha raccomandato agli escursionisti bloccati di non lasciare il rifugio per non esporsi a rischi, mentre i gestori dei rifugi si sono organizzati per fornire acqua, cibo e assistenza sanitaria di base. Non risultano al momento segnalazioni di feriti gravi tra i camminatori confinati, ma la situazione resta fluida e soggetta a possibili evacuazioni preventive qualora i venti o l’evoluzione dei focolai ne rendessero necessario l’allontanamento.
Le autorità hanno inoltre invitato la popolazione e i visitatori dell’isola a rispettare divieti di accesso alle aree a rischio e a segnalare tempestivamente qualsiasi avvistamento di fumo. Ai turisti e agli escursionisti si raccomanda di seguire le indicazioni della Gendarmeria, di non avvicinarsi ai fronti di fuoco e di mantenere le vie di comunicazione libere per i mezzi di soccorso.
Sulle cause degli incendi in Corsica e altrove in Francia sono in corso indagini da parte delle procure competenti. In alcuni casi le indagini hanno privilegiato l’ipotesi dolosa, in altri le condizioni climatiche estremamente secche e le alte temperature — fattori che negli ultimi anni hanno reso i territori forestali più vulnerabili — vengono considerate concausa determinante nella rapida propagazione. La combinazione di ondate di calore, venti favorevoli e zone boschive secche amplifica il rischio e complica le operazioni di spegnimento.
Il caso del GR20 riporta l’attenzione sui rischi che gli incendi boschivi comportano non solo per le comunità locali ma anche per i flussi turistici estivi e per la sicurezza dei fruitori degli spazi naturali. Gli esperti ricordano che, oltre alla tempestività degli interventi, sono necessarie misure preventive strutturali: gestione del territorio, pulizia delle aree boschive, piani di evacuazione chiari e una maggiore sensibilizzazione dei visitatori sulle condotte da tenere in caso di emergenza.
In serata la Prefettura e la Protezione Civile corsa forniranno aggiornamenti sull’evoluzione dei focolai e sulle condizioni degli escursionisti al rifugio Tighjettu. Le autorità nazionali hanno annunciato che, se necessario, saranno inviati rinforzi per le operazioni di spegnimento e per la gestione dell’emergenza.