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Emergenza

Incendio in Corsica, 200 escursionisti bloccati sul GR20: la Gendarmeria ordina il fermo al rifugio Tighjettu

Le fiamme hanno già bruciato180 ettari; vigili del fuoco e soccorritori impegnati per contenere più focolai mentre in Francia si intensificano le indagini sugli incendi dolosi

16 Luglio 2026, 11:47

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Incendio in Corsica, 200 escursionisti bloccati sul GR20: la Gendarmeria ordina il fermo al rifugio Tighjettu

Circa 200 escursionisti sono rimasti confinati al rifugio Tighjettu, lungo il celebre sentiero escursionistico GR20 in Corsica, dopo che un vasto incendio boschivo è divampato nei pressi del tratto che conduce verso Corte. La Gendarmeria locale, temendo per la sicurezza dei camminatori, ha ordinato di non proseguire il cammino e di restare nel rifugio fino a nuovo avviso, mentre le operazioni di spegnimento e contenimento proseguono su più fronti.

Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla stampa francese, le fiamme hanno già interessato circa 180 ettari di vegetazione e diversi focolai restano ancora attivi nella zona. Sul posto sono presenti squadre dei Vigili del Fuoco locali, unità di soccorso e mezzi aerei impegnati nelle operazioni antincendio, che si stanno concentrando sia sull’estinzione attiva sia sulla protezione dei punti critici per evitare ulteriori propagazioni verso aree abitate e sentieri frequentati.

Il GR20, che attraversa la Corsica da nord a sud, è considerato uno dei sentieri di lunga percorrenza più impegnativi e famosi d’Europa. Durante il periodo estivo la rete dei rifugi lungo il percorso può arrivare ad ospitare decine di migliaia di persone: nei giorni di maggiore affluenza si registrano fino a 150.000 presenze complessive nelle strutture di accoglienza estive dell’isola. Il confinamento al rifugio Tighjettu ha dunque interessato una porzione significativa di escursionisti, tra cui turisti stranieri e appassionati locali.

Preoccupazione anche per gli altri incendi che stanno colpendo la Francia in queste settimane. A sud di Parigi, nella foresta di Fontainebleau, un vasto incendio ha dichiarato lo stato di emergenza: dall’inizio dell’epidemia di roghi domenica scorsa le fiamme hanno devastato oltre 2.000 ettari, secondo le autorità, e sono state arrestate due persone in relazione alle indagini preliminari che ipotizzano un’origine dolosa per alcuni focolai; tra gli arrestati figura anche un vigile del fuoco volontario. Per la situazione a Fontainebleau è atteso un sopralluogo del presidente Emmanuel Macron, a conferma della rilevanza nazionale dell’evento.

I dati ufficiali comunicati oggi dalle autorità francesi parlano di oltre 32.000 ettari andati in fumo dall’inizio dell’anno — una superficie superiore a quella distrutta nell’intera stagione 2025 — e di un’intensificazione generale degli incendi che sta mettendo sotto pressione mezzi e operatori di protezione civile in tutto il territorio nazionale.

Le autorità locali in Corsica hanno attivato i protocolli di emergenza: la Gendarmeria ha raccomandato agli escursionisti bloccati di non lasciare il rifugio per non esporsi a rischi, mentre i gestori dei rifugi si sono organizzati per fornire acqua, cibo e assistenza sanitaria di base. Non risultano al momento segnalazioni di feriti gravi tra i camminatori confinati, ma la situazione resta fluida e soggetta a possibili evacuazioni preventive qualora i venti o l’evoluzione dei focolai ne rendessero necessario l’allontanamento.

Le autorità hanno inoltre invitato la popolazione e i visitatori dell’isola a rispettare divieti di accesso alle aree a rischio e a segnalare tempestivamente qualsiasi avvistamento di fumo. Ai turisti e agli escursionisti si raccomanda di seguire le indicazioni della Gendarmeria, di non avvicinarsi ai fronti di fuoco e di mantenere le vie di comunicazione libere per i mezzi di soccorso.

Sulle cause degli incendi in Corsica e altrove in Francia sono in corso indagini da parte delle procure competenti. In alcuni casi le indagini hanno privilegiato l’ipotesi dolosa, in altri le condizioni climatiche estremamente secche e le alte temperature — fattori che negli ultimi anni hanno reso i territori forestali più vulnerabili — vengono considerate concausa determinante nella rapida propagazione. La combinazione di ondate di calore, venti favorevoli e zone boschive secche amplifica il rischio e complica le operazioni di spegnimento.

Il caso del GR20 riporta l’attenzione sui rischi che gli incendi boschivi comportano non solo per le comunità locali ma anche per i flussi turistici estivi e per la sicurezza dei fruitori degli spazi naturali. Gli esperti ricordano che, oltre alla tempestività degli interventi, sono necessarie misure preventive strutturali: gestione del territorio, pulizia delle aree boschive, piani di evacuazione chiari e una maggiore sensibilizzazione dei visitatori sulle condotte da tenere in caso di emergenza.

In serata la Prefettura e la Protezione Civile corsa forniranno aggiornamenti sull’evoluzione dei focolai e sulle condizioni degli escursionisti al rifugio Tighjettu. Le autorità nazionali hanno annunciato che, se necessario, saranno inviati rinforzi per le operazioni di spegnimento e per la gestione dell’emergenza.