FIAMME GIALLE
Frode sulla benzina, confiscati beni per 220mila euro a un imprenditore: sigilli a case, un'automobile e conti correnti
La guardia di finanza ha eseguito il provvedimento nei confronti di Carmelo Musumeci, condannato per il sistema di evasione fiscale scoperto dall'inchiesta "Petrolio fantasma"
I finanzieri del comando provinciale di Catania hanno confiscato beni per un valore complessivo di circa 220mila euro a Carmelo Musumeci, classe 1969, condannato per reati fiscali. Il provvedimento, eseguito su delega della Procura Generale della Repubblica, è stato reso noto oggi dal procuratore generale Carmelo Zuccaro. Sequestrati due immobili a Catania, un'automobile e le giacenze sui conti correnti bancari intestati all'uomo.
La confisca conclude un procedimento penale avviato dalle indagini del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catania della Guardia di Finanza, condotte sotto il coordinamento della procura etnea. Gli investigatori avevano ricostruito un sistema di frode, attivo tra il 2018 e il 2021, attraverso cui venivano commercializzati ingenti quantitativi di prodotti petroliferi destinati all'autotrazione senza il versamento di Iva e accise. All'inchiesta era stato dato il nome convenzionale di "Petrolio fantasma".
L'esecuzione della confisca rappresenta uno dei primi risultati concreti del Memorandum operativo firmato lo scorso 23 aprile tra la Procura Generale della Repubblica di Catania e il Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza. L'intesa punta a rafforzare la collaborazione tra i due organismi nella fase di esecuzione delle sentenze passate in giudicato, attraverso approfondimenti mirati sulla posizione patrimoniale e reddituale dei condannati, per rendere più efficaci i provvedimenti di confisca dei beni.