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I dati

Truffe online e digital divide: il 62% degli anziani siciliani non ha mai usato internet ed è più esposto ai raggiri

I sindacati dei pensionati promuovono percorsi di educazione finanziaria in collaborazione con la Banca d'Italia, per provare a rompere l'isolamento

17 Luglio 2026, 10:55

11:00

Truffa anziani

Isolati da un mondo digitale che ha contribuito a marginalizzarli ai confini della società e più facilmente soggetti alle truffe online. Lo Spi Cgil Sicilia promuove percorsi di educazione finanziaria per fornire ai più fragili strumenti per contrastare i sempre più frequenti raggiri. A partire dal dato allarmante della presenza fisica di sportelli bancari nell’Isola: appena 994, a copertura di appena 239 Comuni, mentre ben 152 piccoli centri non possono contare su alcuno sportello bancario. Un dato che fa a pugni con la familiarità con l’home banking: al Sud appena il 10 per cento degli anziani vi fa ricorso, mentre la media nazionale sale al 16 per cento. Un mondo che li ha letteralmente tagliati fuori, esponendoli a truffe sempre più frequenti e «sempre più affinate, facendo leva sui sentimenti, sulla pressione emotiva» osservano dalla segreteria regionale del sindacato Maria Concetta Balistreri ed Elvira Morana, che denunciano «il grande il senso di vergogna e di colpa che ne consegue per l’anziano truffato». Al punto che «tante volte la scelta che prevale è il silenzio a beneficio dei truffatori e per gli anziani, oltre il danno economico, rimangono i traumi psicologici segnando di fatto il peggiorando della qualità della propria vita».

Come rilevato dal ministero dell’Interno, quello delle truffe è un fenomeno ormai ultra decennale e sempre più in aumento: 42.890 le truffe rilevate a livello nazionale nel 2024 con un aumento del 15,58% rispetto al 2023, a cui va aggiunto tanto sommerso.

La popolazione anziana nella Regione Sicilia rappresenta il 22,9% della popolazione complessiva, raggiungendo il 29% nelle aree interne. L’istantanea che emerge dai dati riportati nell’indagine Salute e Invecchiamento attivo 2025/2027 rileva che il 13% del campione intervistato ha difficoltà economiche, l’isolamento sociale coinvolge il 39% degli anziani poveri, a fronte dell’11% degli anziani che stanno bene economicamente, (le donne over 84 risultano maggiormente coinvolte). La maggioranza della popolazione siciliana over 65 rimane fisicamente in buona forma, il 28% rappresenta una risorsa per i propri familiari, sebbene diversi fattori di vulnerabilità colpiscano gli anziani, dallo stato di salute fisica e psicologica al crollo emotivo al verificarsi di eventi critici della vita come separazioni o vedovanze. Tutti elementi che favoriscono il senso di solitudine, che può sfociare nell’effetto negativo della depressione che coinvolge per il 9% gli anziani e il 12% delle anziane.

In questo quadro va tenuto conto di un altro elemento: il 62% della popolazione anziana siciliana non ha mai usato internet. Un dato che se affiancato alla rivoluzione digitale e all’avvento dell’intelligenza artificiale, da una parte, e all’insicurezza economica e sociale dall’altra, finisce per aumentare fragilità e rischi.

Temi su cui si sono confrontati la segretaria generale dello Spi Cgil Sicilia, Maria Concetta Balistreri, la segretaria dello Spi Cgil Sicilia, Elvira Morana, il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa, insieme a Giuseppe Andolina (Banca d’Italia), Enzo Collorà (responsabile Silp Cgil Palermo), Giovanni Cascino (segretario fondazione antiusura Santi Mamiliano e Rosolia Palermo), Giorgio Scirpa (presidente Auser Sicilia), Alfio Mannino (segretario generale Cgil Sicilia), Angelo Scuderi (psicologo), Carla Mastrantonio (segretaria nazionale Spi Cgil).

Sui 13 milioni destinati con la misura 1.7.2. del Pnrr relativa alla rete di servizi e facilitazioni digitali, da fonte regionale risulta che sono stati attivati 350 punti di facilitazione digitale per rendere abili i cittadini siciliani maggiorenni alle nuove tecnologie e che complessivamente sono stati coinvolti 239mila cittadini. Una misura come tante altre in assenza di un preciso monitoraggio a partire dalle età della popolazione coinvolta. «Siamo convinti che non abbia intercettato gli anziani - proseguono dal sindacato - Ancora una volta un’occasione persa per agevolare gli anziani nell’acquisizione delle competenze per l’accesso ai servizi essenziali».

Grazie alla disponibilità di Banca d’Italia saranno realizzati ulteriori corsi di alfabetizzazione finanziaria per i dirigenti dello Spi, che continueranno a riversare le competenze acquisite tra gli iscritti. «L’importanza dell’educazione finanziaria - concludono Balistreri e Morana - è leva fondamentale per una cittadinanza consapevole, indirizza alla gestione corretta delle proprie finanze, dall’accensione di un mutuo alla pianificazione dei propri risparmi, ad una maggiore familiarità rispetto agli strumenti digitali».

Contestualmente prosegue la campagna di comunicazione a partire dalle pubblicazioni curate da Liberetà Spi e Federconsumatori, “Fatti due conti. Una bussola per l’economia quotidiana” e la guida “Truffe trucchi e trappoleLiberetà - Spi e Auser e Silp: un manuale di autodifesa richiamando le differenti modalità di truffe più in auge.