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blitz dei carabinieri

Autobotte di acqua sospetta e verdura abusiva: maxi sequestro nell'Agrigentino

Denunciato un cinquantunenne che riforniva le case senza autorizzazioni igieniche e fuori dai registri Aica. Multe per oltre settemila euro a due venditori ambulanti

17 Luglio 2026, 13:17

13:20

Autobotte di acqua sospetta e verdura abusiva: maxi sequestro nell'Agrigentino

C'è chi vendeva verdura per strada senza alcuna tracciabilità e chi, in modo ancora più spregiudicato, riempiva le cisterne delle case con acqua potenzialmente nociva e di provenienza totalmente ignota. È il bilancio di una massiccia operazione di controllo del territorio condotta dai Carabinieri nelle città di Licata e Ravanusa, mirata a contrastare l'illegalità commerciale e, soprattutto, a blindare la sicurezza alimentare e la salute pubblica in provincia di Agrigento.

L'episodio più inquietante è stato registrato a Ravanusa, dove i militari della locale Stazione hanno colto sul fatto e denunciato a piede libero un uomo di 51 anni. L'accusa mossa nei suoi confronti dall'autorità giudiziaria è pesante: commercio di sostanze alimentari nocive. L'uomo è stato sorpreso mentre, utilizzando un'autobotte privata, stava travasando acqua all'interno di un'abitazione, destinandola al consumo domestico dei residenti.

Dagli accertamenti immediati è emerso un quadro di totale illegalità: il cinquantunenne era privo del documento di trasporto, non possedeva alcuna autorizzazione igienico-sanitaria e non è stato in grado di dimostrare da dove provenisse quella risorsa idrica. L'uomo, inoltre, non era iscritto tra i fornitori autorizzati dall'Aica (Azienda idrica dei comuni agrigentini). Per motivi di sicurezza l'autobotte è stata sequestrata, mentre il personale ispettivo dell'Asp di Agrigento ha effettuato i campionamenti del liquido per le successive analisi di laboratorio.

Contestualmente, a Licata, l'attenzione dei Carabinieri si è spostata sulle vie dello shopping e dei mercati. In corso Umberto i militari hanno fermato un ambulante di 43 anni che vendeva frutta a bordo di un motocarro, mentre in via Mazzini è stato intercettato un furgone condotto da un quarantunenne di Ravanusa con ben 600 chilogrammi di verdura a bordo.

Entrambi i venditori sono risultati completamente abusivi, privi di licenze e della documentazione sulla provenienza della merce. Per loro la sanzione è stata salatissima: una multa da 3.656 euro a testa. Tutta la merce ortofrutticola sequestrata, non potendo essere garantita dal punto di vista sanitario, è stata sottratta al consumo e avviata all'immediato smaltimento tramite una ditta specializzata. Un'offensiva, quella dell'Arma, che rimarca la tolleranza zero contro i furbetti del commercio a tutela dei consumatori e dei commercianti onesti.