Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
17 luglio 2026 - Aggiornato alle 17:04
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

I CAMPIONAMENTI

Goletta Verde, il 70% del mare siciliano oltre i limiti di legge: da Aci Trezza al porto, Catania nel mirino di Legambiente

Il caso critico della Riviera dei Ciclopi, ma la costa etnea è risultata fuori norma in tutti e tre i punti di prelievo

17 Luglio 2026, 16:37

16:40

 Goletta Verde, il 70% del mare siciliano oltre i limiti di legge: da Aci Trezza al porto, Catania nel mirino di Legambiente

Il mare di Sicilia non gode di buona salute. È quanto emerge dai dati diffusi oggi in conferenza stampa da Goletta Verde di Legambiente, che ha campionato 23 punti tra sei province dell'Isola - Messina, Trapani, Palermo, Catania, Caltanissetta e Agrigento - tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. Il quadro è tutt'altro che rassicurante: il 70% dei punti monitorati, 16 su 23, risulta oltre i limiti di legge per criticità legate a una depurazione scarsa o inefficiente. Solo il 30%, appena 7 punti, rientra nei parametri consentiti.

A preoccupare è anche la scarsa informazione ai bagnanti: nel 43% dei punti campionati mancano i cartelli di divieto di balneazione, un dato comunque in miglioramento rispetto allo scorso anno ma ancora giudicato troppo alto. Ancora più critica la situazione sui pannelli informativi sulla qualità delle acque, assenti nel 91% dei casi monitorati: la loro presenza, ricordano da Legambiente, è responsabilità diretta delle amministrazioni costiere.

Tra i casi più critici c'è quello che riguarda da vicino Catania: il lungomare Galatea di Aci Trezza risulta fortemente inquinato ininterrottamente dal 2020, per un problema di depurazione noto da anni ma mai risolto, anche per i ritardi nella realizzazione del collettore fognario. Qui i volontari di Legambiente hanno srotolato uno striscione con la scritta "Che Vergogna", mentre i residenti hanno segnalato rifiuti e materiale di risulta sugli scogli adiacenti, aggravati anche dagli effetti del ciclone Harry, e hanno chiesto un intervento urgente per il ripristino del tratto di costa.

Nel dettaglio catanese, tutti e tre i punti campionati in provincia sono risultati fortemente inquinati: oltre ad Aci Trezza, anche la foce del canale di via Kennedy alla Playa in contrada Pantano d'Arci, e la foce del torrente Macchia a Sant'Anna di Risposto.

Il capitolo più critico riguarda le foci dei fiumi. Tutti i tre punti campionati in provincia di Agrigento - Cansalamone a Sciacca, Naro ad Agrigento e Palma a Licata - sono risultati fortemente inquinati alle analisi microbiologiche. Situazione simile a Messina, dove su tre punti due sono risultati oltre i limiti: la foce del Patrì a Barcellona Pozzo di Gotto e quella del canale di Valdina, quest'ultima fortemente inquinata. Entro i limiti solo il mare presso il depuratore Fossazzo di Milazzo.

A Palermo, provincia con più punti monitorati (otto), oltre il 60% supera i limiti per concentrazioni elevate di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali: fortemente inquinate la foce dell'Oreto, quella del torrente Nocella tra Terrasini e Trappeto, lo scarico di via Messina Marine e la spiaggia Ciammarita a Trappeto; inquinata la foce del Milicia a Casteldaccia. Entro i limiti Punta Matese a Sferracavallo, la foce del Ciachea a Carini e la spiaggia La Praiola a Terrasini.

A Caltanissetta, unica provincia con esito interamente positivo, entrambi i punti critici campionati - il torrente Rizzuto a Marina di Butera e la foce del Gattano a Gela - risultano entro i limiti. A Trapani, su quattro punti tutti a mare, solo quello vicino l'ex tonnara di San Cusumano a Erice è entro i limiti, mentre superano la soglia il lungomare Dante Alighieri, lo scarico del depuratore di Marinella di Selinunte a Castelvetrano e la foce del Delia a Mazara del Vallo.

Il presidente di Legambiente Sicilia, Tommaso Castronovo, parla di criticità croniche sulla rete di depurazione che di anno in anno peggiorano, imputandole a amministrazioni che preferiscono ignorare il problema piuttosto che affrontarlo. Preoccupa in particolare che diversi campioni siano stati prelevati proprio nei pressi di depuratori, come a Marinella di Selinunte, segno - a suo dire - che gli impianti non funzionano a dovere. Sulla stessa linea la portavoce di Goletta Verde, Alice De Marco, che ricorda come l'iniziativa, giunta al quarantesimo anno di attività, non misuri la balneabilità delle acque - compito che spetta alle autorità competenti - ma l'efficienza dei sistemi di depurazione, con l'obiettivo dichiarato di supportare le amministrazioni nella soluzione di problemi spesso cronici, evitando così nuove sanzioni europee.

Il nodo del Piano Regolatore del porto di Catania

Durante la tappa siciliana di Goletta Verde è stato affrontato anche il tema del nuovo Piano Regolatore del porto di Catania, al centro di un contenzioso confermato dalla recente sentenza del TAR. Il progetto prevede l'ampliamento dell'area portuale fino a comprendere la scogliera di Armisi e il torrente Acquicella, zone di rilevante valore naturalistico e paesaggistico che - secondo Legambiente - avrebbero bisogno di interventi di riqualificazione, non di nuove colate di cemento. Pur riconoscendo il ruolo strategico del porto per l'economia del territorio e per le imprese della Sicilia orientale, l'associazione ambientalista giudica eccessiva l'espansione edilizia prevista dal Piano, che rischierebbe di compromettere il fronte mare e la compatibilità con il contesto urbano e paesaggistico della città.