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Giarre

Allarme roghi, se il Comune non dà il buon esempio nella prevenzione

L’incendio nella zona di via Mascagni ha fatto riemergere il paradosso dei mancati interventi di manutenzione del verde

17 Luglio 2026, 20:43

20:50

Allarme roghi, se il Comune non dà il buon esempio nella prevenzione

Fiamme a ridosso delle abitazioni, fumo denso che invade i complessi residenziali. A Giarre si rinnova l’incubo degli incendi estivi alimentati dall'incuria, ma a fare discutere non è solo la presenza di terreni privati abbandonati alla vegetazione spontanea: sotto accusa c'è lo stesso Comune, colpevole di non dare il buon esempio nella manutenzione del proprio patrimonio verde.

Il simbolo di questa emergenza è via Mascagni. L’area, già teatro di roghi analoghi, è tornata a bruciare a causa di una vasta distesa incolta che circonda diversi condomini. Qui le sterpaglie crescono indisturbate per mesi, trasformandosi con la complicità della calura estiva in una polveriera a cielo aperto. La situazione non è migliore lungo il greto del torrente Macchia, anch’esso sommerso da arbusti e vegetazione secca. L’altro ieri, proprio in questa zona, nel tratto terminale di via Lisi un incendio ha lambito le case nell’area urbana attorno a piazza Immacolata: solo per una pura fatalità non si sono registrati danni materiali ben più pesanti a cose o persone. Per fronteggiare il vasto fronte di fuoco si è reso necessario l’intervento di un elicottero del Corpo Forestale. Le fiamme hanno rischiato di arrecare pesanti danni anche ai sentieri del parco Mendes tutelati dal Wwf. I residenti del quadrante urbano, ormai stanchi di vivere con la paura costante di dover evacuare le proprie case, chiedono interventi strutturali. Un disagio vissuto anche dai residenti del rione Jungo, teatro a più riprese di roghi che sprigionano colonne di fumo che rendono l’aria irrespirabile. Sullo sfondo di una situazione di costante pericolo emerge un paradosso tutto burocratico. Ogni anno l’Amministrazione comunale emana rigide ordinanze antincendio che impongono ai cittadini la pulizia dei propri terreni, pena sanzioni salate. Tuttavia, molte delle aree più pericolose e invase dalle sterpaglie appartengono al demanio pubblico o sono sotto la diretta responsabilità del Comune. Questa mancanza di coerenza non solo vanifica gli sforzi dei privati più virtuosi, ma espone la comunità a rischi.

La prevenzione per essere efficace richiede che le istituzioni siano le prime a rispettare le regole che impongono agli altri. Con l’estate nel vivo l’assenza di un piano straordinario di decespugliamento e di messa in sicurezza delle aree critiche - da via Mascagni al torrente Macchia - rischia di trasformare il prossimo rogo in un disastro annunciato.