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I nodi del Barbera

Stadio di Palermo, Lagalla ora batte i pugni: «Le liti non fermeranno l’iter». E dichiara l'"interesse pubblico"

Palermo Fc e società di gestione dell'ippodromo ancora distanti sui ristori. Transazione in vista, ma si va avanti per non perdere Euro 2032

18 Luglio 2026, 06:00

La Uefa visita lo stadio Barbera, ma ora è corsa per ottenere le autorizzazioni in vista di Euro2032

Zittite le pretese di Sipet per la cessione dell’area “ospiti” dello stadio. Per ora. Sul Barbera non salta la copertura, nei suoi molteplici sensi di struttura e di quattrini. Infatti, la fetta di terreno in questione non rappresenta soltanto uno sfogo logistico per il futuro settore ospiti, ma pure punto di alloggiamento delle strutture per la copertura del Barbera. Soprattutto, non salta il tavolo di tempi, già “terribili” su una tabella di marcia che impone l’approvazione della convenzione con il Palermo calcio, da parte del consiglio comunale, almeno un paio di giorni prima del pronunciamento Uefa su Euro 2032, l’ultimo del mese.

Dunque, pugno sul tavolo del sindaco e lo spiraglio di concessioni transattive per meno di un quarto della cifra richiesta, fatte balenare nelle trattative che sono in corso. La tagliola aperta nella strettoia tra lo stadio Barbera e l’ippodromo, cioè la richiesta di quasi sette milioni di euro avanzata da Sipet, società di gestione dell’impianto ippico, per ora incontra il muro della collera malcelata da parte di Roberto Lagalla, che con la dichiarazione di interesse pubblico rispetto all’acquisizione dell’area alle spalle dell’intersezione tra gradinata e curva sud, permette all’iter di non fermarsi. Un problema che La Sicilia aveva evidenziato, diffida legale alla mano, già all’inizio di giugno, quello delle pretese di Michele Lo Valvo, amministratore unico di Sipet e pure di Lt Costruzioni, tra gli sponsor del club rosanero. I suoi legali avevano salutato la presentazione del piano di fattibilità tecnica ed economica definendolo «irrealistico e privo di attendibilità», chiedendo 6.669.182 euro: 3.165.500 per edilizia e impiantistica; 379.860 di progettazione e direzione lavori; 2.592.000 per mancate locazioni (440 mq) sui 27 anni residui di concessione; 224.943 per mancata fruizione; 306.879 per i disagi. Una bomba a orologeria che è scoppiata soltanto nei giorni scorsi, con l’allarme del capo di gabinetto Sergio Pollicita circa la devastante potenza ostativa del contenzioso, cui va aggiunta la mancanza, a tutt’oggi, dei 30 milioni di finanziamento da Roma e che - nelle more della “datio” nazionale - dovranno essere risolti in buona parte con garanzie del club rosanero. Al faccia a faccia tra sindaco, Palermo Fc e Sipet, Lagalla non le ha mandate a dire, diramando poi una nota con la quale, intanto, fa valere l’interesse pubblico, rilevando l’essenziale importanza dell’area per la copertura integrale dello stadio. Poi, definendo «sterile» la corrispondenza “triangolata” e senza giri di parole affermando che «le parti non hanno dimostrato pari impegno rispetto all’amministrazione comunale», con vane ancorché «numerose interlocuzioni formali e informali, a pochi giorni dal termine perentorio del 31 luglio fissato dalla Figc e dalla Uefa, entro il quale anche il consiglio comunale dovrà pronunciarsi». Lagalla dà ordine agli uffici di erodere l’area di concessione della Sipet a favore del cantiere, per 2.900 metri quadrati. Cosa che l’ufficio Patrimonio fa nel giro di poche ore, a firma del capo area Luigi Galatioto.

In queste ore, intanto affluiscono gli atti nodali della conferenza dei servizi decisoria, e continuano i negoziati. Da fonti dell’amministrazione si apprende che gli originari sette milioni scarsi chiesti da Sipet potrebbero essere sfrondati transattivamente a meno di un milione e mezzo di euro.