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l'inchiesta della Mobile

L'appalto milionario della strada della Mosella sarebbe stato truccato a tavolino, arrestati due imprenditori favaresi

Sospensione di un ingegnere dalla funzione di direttore dei lavori, nove gli indagati

18 Luglio 2026, 12:37

12:40

L'appalto milionario della strada della Mosella sarebbe stato truccato a tavolino, arrestati due imprenditori favaresi

L'appalto milionario della strada della Mosella sarebbe stato truccato a tavolino, secondo le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento, con il coordinamento del procuratore Giovanni Di Leo e del sostituto Annalisa Failla. Dopo le perquisizioni e gli interrogatori la prima vera svolta nell'inchiesta. I poliziotti questa mattina hanno arrestato due imprenditori favaresi e notificato una misura interdittiva nei confronti del direttore dei lavori. Il gip del tribunale di Agrigento Giuseppe Miceli, dopo gli interrogatori preventivi, ha disposto i domiciliari per Antonino Milioti, 46 anni, e Dino Caramazza, 45 anni. Misura interdittiva, invece, per l'ingegnere Salvatore Castaldo, 51 anni, direttore dei lavori dell'appalto.

Il giudice ha accolto parzialmente la richiesta della Procura di Agrigento che chiedeva per i tre indagati la custodia cautelare in carcere. Il procuratore Giovanni Di Leo ed il sostituto Annalisa Failla avevano inoltre chiesto i domiciliari per altri due indagati, Federica Caramazza, 37 anni, e Giovanna “Vania” Palillo, 30 anni, e la sospensione dalla professione di ingegnere per il funzionario comunale Gaspare Triassi. Le misure, in questo caso, non sono state accolte dal gip. Sono 9 gli indagati. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono: trasferimento fraudolento di beni, turbata libertà degli incanti, induzione indebita a dare o promettere denaro e truffa aggravata per le erogazioni pubbliche.

Per Dino Caramazza, già ai domiciliari da alcune settimane per corruzione nell'inchiesta che ha provocato un terremoto giudiziario al Comune di Sommatino, si tratta del terzo arresto in poco più di un anno. L'imprenditore favarese, infatti, era già finito in manette nel maggio dello scorso anno nell'inchiesta “Appalti e mazzette” per un giro di tangenti su alcune gare pubbliche nell'Agrigentino e, più di recente, arrestato dai carabinieri per aver pagato 45 mila euro per ottenere degli appalti al Comune di Sommatino.

Al centro dell'ultima inchiesta, c'è l'appalto di 3.2 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della strada Mosella. L'appalto è stato aggiudicato dalla "Andiva Srl", una società che per i magistrati agrigentini sarebbe stata costituita ad hoc dagli imprenditori favaresi e intestata a due prestanome. La "Andiva" ha partecipato alla gara d'appalto insieme ad altre due imprese, una di Caramazza e l'altra di Milioti, aggiudicandosi i lavori lo scorso 16 febbraio. Per gli inquirenti dietro la "Andiva" ci sarebbero proprio Caramazza e Milioti che, intestando la nuova società a due teste di legno, avrebbero ottenuto la gara sotto fittizia identità al fine di eludere indagini in materia di normativa antimafia ed eventuali misure di prevenzione.

Il reato di turbata libertà degli incanti viene contestato a Milioti, Dino e Federica Caramazza, Calogero Valenti, Giovanna Palillo (a questi anche il reato di trasferimento fraudolento di beni) e al funzionario comunale Gaspare Triassi. A quest'ultimo, insieme al collega Vincenzo Galletti, viene mossa anche l'accusa di truffa aggravata per le erogazioni pubbliche. Milioti, Caramazza e la presunta prestanome Vania Palillo avrebbero agito all'insaputa del funzionario comunale Triassi al quale si contesta di avere favorito una "cresta" di 400 mila euro sul computo metrico per favorire la "Andiva".