Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
18 luglio 2026 - Aggiornato alle 19:04
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Marianopoli

Corte d'appello conferma: l'ex sindaco Calogero Vaccaro condannato per minacce

La sentenza dal tribunale di Caltanissetta per minacce trasmesse tramite l'arciprete Bernardo Briganti, liquidate spese a favore delle parti civili e aperta la strada al ricorso in Cassazione

18 Luglio 2026, 16:44

16:51

Corte d'appello conferma: l'ex sindaco Calogero Vaccaro condannato per minacce

La Corte di Appello di Caltanissetta ha confermato integralmente la sentenza di condanna pronunciata in primo grado nei confronti dell'ex sindaco di Marianopoli, Calogero Vaccaro, rigettando l'impugnazione proposta dalla difesa. La decisione è stata adottata dalla Prima Sezione penale della Corte di Appello, presieduta da Roberta Serio, con i consiglieri Fabio Pilato e Andrea Gilotta.

Il dispositivo conferma la sentenza emessa il 6 febbraio 2025 dal Tribunale di Caltanissetta in composizione monocratica, presieduto dal giudice Giuseppina Chianetta. Secondo quanto contestato e ritenuto provato nel giudizio di primo grado, Vaccaro si sarebbe reso responsabile del reato di minaccia nei confronti di Salvatore Noto, Carmelo Montagna, Salvatore Lombardo, Maria Antonietta Vullo, Maria Tumminaro, Santo Cannella, Angela Panepinto, Francesco Montagna e Luigi Cannella.

La minaccia, secondo la ricostruzione accolta dal Tribunale e ora confermata in Appello, sarebbe consistita nel far comunicare, tramite Bernardo Briganti, arciprete del paese, di avere raccolto informazioni relative a presunti abusi che sarebbero stati commessi dalle persone offese.

La Corte di Appello ha ritenuto infondati i motivi del ricorso, confermando integralmente la decisione del Tribunale nisseno. Oltre alla condanna, Vaccaro è stato condannato anche al pagamento delle ulteriori spese processuali del giudizio di secondo grado e alla rifusione delle spese sostenute dalle parti civili costituite. In particolare, il dispositivo liquida 1.170 euro, oltre accessori di legge, in favore delle parti civili Francesco Montagna e Salvatore Lombardo, e 2.520 euro, oltre accessori, in favore di Salvatore Noto, Carmelo Montagna, Maria Antonietta Vullo, Maria Tumminaro e Luigi Cannella I, quest'ultimo anche nella qualità di erede di Santo Cannella, Luigi Cannella II.

La Corte adesso ha depositato le motivazioni della sentenza, dalle quali si comprendono nel dettaglio le ragioni che hanno portato alla conferma della condanna pronunciata in primo grado. Dovranno essere i difensori di Vaccaro a impugnare tutto e chiedere alla Cassazione il vaglio finale. Una storia di paese con ricadute giudiziarie non di poco conto perché le dicerie, prima o poi, vengono scoperte e diventano atto d'accusa.