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Avola

Da piazza Esedra a Terrazza Stella del Mare: inaugurazione tra entusiasmo e polemiche sulla memoria

Riqualificazione spettacolare ma la cancellazione di “Piazza Esedra” riapre ferite secondo alcuni

19 Luglio 2026, 12:24

12:30

Da piazza Esedra a Terrazza Stella del Mare: inaugurazione tra entusiasmo e polemiche sulla memoria

Dove prima c’erano perplessità e critiche, oggi c’è solo "stupore e meraviglia". Con queste parole, l'Amministrazione comunale, ha celebrato l'inaugurazione della storica Piazza Esedra, ufficialmente ribattezzata “Terrazza Stella del Mare”.

Un taglio del nastro atteso, con il pubblico (contenuto per la verità) si è riversato sul posto per scoprire da vicino il nuovo affaccio, restituendo l'immagine di una comunità partecipe.

Un balcone mozzafiato sull'orizzonte marittimo, presentato come una scommessa vinta contro lo scetticismo, il frutto di una “ferrea determinazione” che dimostrerebbe come “la forza dei fatti e la concretezza vincono sempre”. Eppure, spenti i riflettori, l’operazione urbanistica sul lungomare si trascina dietro una scia di polemiche.

Il nodo, infatti, non è di natura estetica o architettonica, ma tutto politico, storico e identitario. La cancellazione del toponimo “Piazza Esedra” ha riaperto una ferita profonda, sollevando la reazione amara di Manuela D’Agata, nipote dello storico sindaco Faust D’Agata, al quale quella piazza era stata intitolata nel 2017 sotto la guida dell'allora sindaco Luca Cannata.

Un omaggio doveroso a una figura centrale per la città: Faust D'Agata fu il primo sindaco di Avola del dopoguerra, chiamato a guidare l'amministrazione dal 1943 al 1944 e poi nuovamente dal 1968 al 1970, attraversando gli anni più complessi e drammatici della storia locale.

Un percorso della memoria interrotto bruscamente nel novembre 2023, quando la Giunta guidata dal sindaco Rossana Cannata ha deliberato la revoca di quell'intitolazione (stabilita dal fratello) motivando il provvedimento con l'esigenza di "adeguare la toponomastica cittadina a una più immediata e turistica identificazione dei luoghi" e disponendo il contestuale trasferimento del nome dell'ex sindaco a una strada secondaria del centro urbano.

Nel suo intervento, Manuela D’Agata non attacca l'opera in sé, ma stigmatizza la scelta di declassare il tributo a chi ha servito le istituzioni, relegandolo in una via minore, e bolla l'operazione come una grave mancanza di rispetto per la storia e le radici della città. Una ferita che Manuela D'Agata affida alla "coscienza" collettiva.

Da una parte resta dunque il successo di un'opera di riqualificazione attesa da tempo, che restituisce ad Avola un'area panoramica in una veste scenografica moderna e indubbiamente riuscita. Dall'altra, pesa l'ombra di un'operazione che sacrifica la memoria. Una ferita profonda che la nipote dell’ex sindaco decide di affidare alla "coscienza di ogni singolo cittadino", convinta che "la vera memoria storica di Avola risieda proprio nella capacità della sua comunità di non dimenticare le proprie radici e chi l'ha guidata nei momenti più bui".