indagini
Morte al Pilastro, la Questura di Bologna consegna i video delle bodycam dei poliziotti
I filmati registrati dagli agenti durante il fermo di Abderrahim Fakir passano al vaglio della magistratura. La nota ufficiale: «Intervento su richiesta dei residenti, contenuto con l'aiuto di alcuni cittadini»
La Questura del capoluogo emiliano ha emesso una nota ufficiale per fare chiarezza sulla dinamica dei fatti, annunciando una misura fondamentale per l'accertamento della verità: i video registrati dagli stessi poliziotti finiranno subito sul tavolo del magistrato.
«Le riprese delle bodycam dei poliziotti intervenuti che hanno registrato le operazioni saranno messe immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria».
I dispositivi video individuali, in dotazione agli agenti di pattuglia, forniranno agli inquirenti una prospettiva ravvicinata e ininterrotta di quanto accaduto nei garage di via Italo Svevo, integrando i filmati amatoriali già realizzati da alcuni residenti dello stabile.
La versione della Questura: «Aiutati dai cittadini»
Nella nota ufficiale, la Questura ha voluto delineare i passaggi chiave dell'intervento, confermando che l'azione è nata per motivi di ordine e sicurezza pubblica su input del vicinato:
«Gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato una persona in escandescenza e, per contenere il soggetto, sono stati aiutati da altri cittadini, anche a seguito del danneggiamento di un’auto».
Secondo la ricostruzione di via IV Novembre, le manovre di bloccaggio dell'uomo – apparso fin da subito estremamente agitato – si sono rese necessarie proprio per fermare l'escalation di violenza che aveva portato Fakir a colpire la vettura di servizio della polizia. La Questura ha inoltre sottolineato la tempestività della chiamata ai soccorsi e la contemporanea presenza del personale medico durante le fasi calde dell'arresto: «Gli agenti hanno richiesto immediatamente anche l'ausilio dei sanitari del 118 e dopo le operazioni di contenimento effettuate anche alla presenza dei sanitari, l’uomo è deceduto».
Il nodo delle indagini
Il comunicato delle forze dell'ordine giunge in un momento di estrema delicatezza e tensione nel quartiere. Nelle ore precedenti, infatti, i familiari della vittima avevano espresso durissimi atti di accusa nei confronti dei poliziotti, supportati dalle testimonianze di alcuni condomini e da un frammento video in cui si sentiva il 43enne urlare ripetutamente «aiuto, basta» mentre si trovava a terra a pancia in giù.
Sarà ora compito dell'autorità giudiziaria incrociare i dati dell'autopsia – disposta per comprendere i motivi clinici del malore improvviso – con l'analisi fotogramma per fotogramma delle bodycam della Polizia di Stato per accertare se le procedure di contenimento siano state eseguite nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza.