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Inferno di fuoco

Centinaia di ettari in fumo: cinque giorni di lotta contro le fiamme, tre intossicati e famiglie evacuate. E Crisafulli annulla i fuochi della festa

Vigili del fuoco e volontari fronteggiano un vasto rogo in contrada Santa Mariola; fiamme minacciano abitazioni e un cantiere della nuova ferrovia. Il sindaco loda i soccorritori e chiede interventi strutturali.

20 Luglio 2026, 07:45

07:50

Centinaia di ettari in fumo: cinque giorni di lotta contro le fiamme, tre intossicati e famiglie evacuate. E Crisafulli annulla i fuochi della festa

Un vasto incendio è divampato nella giornata di ieri nel territorio comunale di Enna, concentrandosi inizialmente in contrada Santa Mariola e propagandosi rapidamente sotto la spinta di forti venti. Centinaia di ettari di macchia mediterranea sono andati distrutti; le fiamme hanno minacciato abitazioni e infrastrutture e hanno reso necessario l’intervento massiccio dei vigili del fuoco, della protezione civile, delle forze dell'ordine e dei servizi sanitari.

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio quando il rogo, alimentato dalle condizioni meteoclimatiche favorevoli alla propagazione, si è esteso in più direzioni interessando le contrade Santa Mariola, Mugavero, Baronessa, Floristella e Calderari. Sul campo sono intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale, supportate da due autobotti; le operazioni di spegnimento si sono rivelate particolarmente difficili a causa del vento che ha continuamente riattivato i fronti di fiamma.

Nell’area di Calderari il fuoco ha minacciato la struttura mobile del consorzio impegnato nei lavori per la nuova linea ferroviaria, con conseguente preoccupazione per i mezzi e il personale presenti nelle vicinanze. Per contenere le fiamme e tutelare la popolazione sono state attivate anche squadre di volontari della protezione civile, agenti di polizia, carabinieri e personale del Libero Consorzio.

Il bilancio provvisorio della giornata riporta tre persone intossicate dal fumo, soccorse dal personale del 118 e trasportate all’ospedale di Enna per accertamenti e cure. Alcune famiglie sono state costrette a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni in via precauzionale; fortunatamente l’ipotesi di evacuare l’ospedale cittadino — paventata durante le fasi più delicate — non è stata necessaria grazie all’efficace intervento delle squadre sul posto.

Una criticità emersa nelle ore dell’emergenza è la mancanza di mezzi aerei e di elicotteri disponibili: molti velivoli specialistici erano impegnati in altri incendi attivi in varie parti della Sicilia, rendendo più complesso il coordinamento antincendio e limitando le opzioni operative per il contrasto dall’alto.

Immagini della distruzione Secondo le prime ricognizioni sul terreno, centinaia di ettari di macchia mediterranea sono stati distrutti dal fuoco tra contrada Baronessa e la zona Mugavero. Oltre al danno al patrimonio naturale, gli incendi hanno messo a rischio attività agricole, infrastrutture e il patrimonio immobiliare delle aree rurali lambite dalle fiamme.

Le reazioni delle istituzioni Il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, ha ringraziato pubblicamente «vigili del fuoco, volontari della protezione civile, forze dell'ordine, polizia municipale, personale del Libero Consorzio e quanti altri» per il lavoro svolto, sottolineando che «queste professionalità hanno consentito di evitare una tragedia». Crisafulli ha inoltre espresso solidarietà alle famiglie colpite e annunciato che si farà portavoce presso le sedi regionali e nazionali per richiedere risorse, interventi di prevenzione e una politica dedicata alla tutela delle pendici e del territorio comunale.

«Finita questa grave emergenza — ha detto il sindaco — sento il bisogno di rivolgere un ringraziamento sentito a quanti si sono prodigati. Mi farò portavoce, presso le sedi competenti nazionali e regionali, di quanto successo e dell’urgenza di politiche per mettere in sicurezza questa città e la sua comunità». Il primo cittadino ha inoltre invitato la cittadinanza alla solidarietà verso le famiglie colpite e alla partecipazione agli eventi religiosi locali come segno di sostegno comunitario.

Prospettive e verifica delle cause Le autorità locali e gli organi competenti continueranno a monitorare la situazione per verificare l’eventuale presenza di focolai residui e per avviare le indagini finalizzate ad accertare le cause del rogo. Il sindaco ha espresso la speranza che l’incendio non sia di origine dolosa, pur sottolineando la frequente presenza di atti di piromania nelle stagioni calde: «Nella speranza che questo disastro non sia di natura dolosa — ha affermato — sapendo purtroppo che la madre degli imbecilli è sempre incinta».