l'indignazione
La strage di cuccioli sul terrazzo a Sciacca, scatta la battaglia legale: "Serve il carcere per chi uccide gli animali"
La Lega nazionale per la difesa del cane e il deputato Francesco Emilio Borrelli pronti a costituirsi parte civile
Dalla tragedia dell'altro ieri sul terrazzo rovente nel centro di Sciacca – con i quattro cuccioli mortali sotto il sole a 43 gradi – si passa ora alle aule di giustizia e allo scontro normativo. La Polizia municipale ha già formalizzato la denuncia alla Procura della Repubblica nei confronti del proprietario degli animali con le pesanti accuse di maltrattamento e uccisione di animali d'affezione.

Mentre il video della cagna madre che si agita disperata accanto ai piccoli continua a fare il giro del web scatenando l'indignazione sui social, le associazioni ambientaliste alzano il tiro. La Lega nazionale per la difesa del cane (Lndc), sostenuta dal deputato Francesco Emilio Borrelli, ha annunciato la costituzione di parte civile e una dura battaglia legale per tutelare la madre e gli altri sette sopravvissuti. Ma sulla vicenda pesa l'amaro sfogo dell'attivista Enrico Rizzi, che punta il dito contro le falle del sistema giudiziario italiano: «Non raccontiamo favole ai cittadini. Con l'attuale legge, anche se riconosciuto colpevole, il responsabile non farà un solo giorno di carcere perché le pene previste restano sotto la soglia di punibilità effettiva». Una denuncia che riapre il dibattito sulla necessità di pene davvero detentive per chi abbandona gli animali a un destino atroce.
