Teatro
Le Baccanti rinascono tra le pietre: giovani allievi dell'Inda portano Euripide nel presente
Percorso formativo e messa in scena contemporanea tra tradizione, passione e dialogo artistico a cura di Giorgio Signorelli
Ci sono sogni che nascono tra le pietre del Teatro Greco e crescono nutrendosi di parole antiche, emozioni e passione. È quello che è accaduto a un gruppo di giovani allievi dell’Inda, adolescenti che hanno scelto di misurarsi con la forza della tragedia classica e con uno dei testi più potenti del teatro greco: “Le Baccanti” di Euripide.
Non una semplice prova di recitazione, ma un percorso di formazione e di amore per la scena, vissuto con la dedizione di chi riconosce nel teatro uno spazio di crescita, confronto e libertà.

Il progetto “La Giovane Regia, il teatro dai ragazzi per i ragazzi” ha portato all’Urban Center una messa in scena intensa e contemporanea, capace di restituire tutta la complessità del capolavoro euripideo attraverso lo sguardo e l’energia di una nuova generazione di interpreti. Giovani attori che hanno affrontato il tema del rapporto tra umano e divino, tra ordine e caos, tra razionalità e istinto, mettendo in gioco non soltanto la tecnica, ma soprattutto la propria sensibilità.
A guidare il progetto Giorgio Signorelli, regista, coordinatore della compagnia e interprete nel ruolo di Dioniso, che ha costruito un percorso artistico fondato sull’ascolto e sul dialogo. Una scelta precisa, lontana dall’idea di una regia imposta dall’alto. «La forza del nostro gruppo non sta in una regia dittatoriale. Io non cerco obbedienza, ma dialogo: scelgo ragazzi di talento capaci di propormi una loro visione del personaggio. Il mio compito è accogliere quel caos creativo e canalizzarlo verso ciò che funziona».
Per Signorelli, portare in scena “Le Baccanti” è anche il coronamento di un sogno nato proprio davanti alla scena del Teatro Greco. «Mi innamorai di questo testo da piccolo, folgorato dall’interpretazione di Lucia Lavia: la sua performance è stata la mia vera stella polare, una guida fondamentale non solo per calarmi nei panni di Dioniso, ma per indirizzare l’intero progetto». Un legame con la tradizione che si intreccia con la sua esperienza personale: «Le fonti di ispirazione principali sono state l’Alcesti di Euripide, spettacolo al quale ho preso parte come attore al Teatro Greco, e Le Baccanti in scena nel 2021. Da entrambe ho attinto per creare un filo conduttore emotivo e stilistico».
Accanto a lui Serena Italia, nel ruolo di Agave, e Paolo Ingarao, interprete di Penteo, che insieme a Signorelli condividono la direzione artistica della compagnia. Una squadra che ha saputo trasformare un gruppo di giovani interpreti in un ensemble affiatato, capace di affrontare la complessità di un testo che continua a interrogare il presente.
Sul palco Francesco Alderuccio, Matteo Bariletti, Francesco Cutale, Ludovica Di Lorenzo, Paolo Ingarao, Serena Italia, Lucia Pirruccio, Beatrice Radino, Giorgio Signorelli, Micol Toro e Jacopo Vasques. Il pubblico della Sala B dell’Urban Center ha accolto con entusiasmo lo spettacolo.
Un risultato reso possibile anche grazie alla fiducia di Rossana Geraci, responsabile di “Siracusa Città Educativa”, e al sostegno dell’Amministrazione. «Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il supporto infinito di Rossana Geraci, che ha creduto in noi fin dal primo momento – sottolinea Signorelli –. Questa replica aveva poi un significato speciale: Paolo, uno dei tre pilastri della direzione artistica, sta per partire per un anno all’estero. Abbiamo capito che questa sarebbe stata l’ultima occasione per mettere in scena un testo a cui siamo tutti molto legati».
Fondamentale anche il contributo dell’ente di formazione professionale ARS di Siracusa, diretto da Davide Rossitto e Franco Iemmolo, con la docente Erika Magistro e il team di supervisione trucco e parrucco composto da Aldo Caldarella, Stephanie Gulizia, Serena Ponzio e Rita La Braca. A realizzare i make-up delle giovani attrici le allieve Martina Zappulla, Alessia Mirabella, Maria Rabbito, Noemi Salerno, Angela Siringo e Mary Incorvaia.
Un lavoro corale che dimostra come il teatro classico possa continuare a parlare alle nuove generazioni. Perché quando sono i giovani a salire sul palco, il passato non resta una memoria da custodire, ma diventa una voce viva capace di guardare al futuro. «I miei più grandi ringraziamenti – conclude Signorelli – vanno a Serena e Paolo perché senza di loro non sarei riuscito a realizzare un progetto così bello. Nonostante il pochissimo tempo per provare, l’esito è stato fenomenale e i miei ragazzi sono stati monumentali».
