Trasporti
Metropolitana a Palermo, treni in centro dopo l'estate? L'ipotesi e la situazione
Dopo aver risolto dei problemi burocratici, continuano ancora i controlli da parte di Ansfisa senza altri intoppi, le stazioni Porto e Politeama potrebbero finalmente aprire al pubblico tra settembre e ottobre
L'iter amministrativo per il trasferimento dell'infrastruttura dal Comune di Palermo a Rete ferroviaria italiana sarebbe ormai definito, ma per vedere finalmente i treni fermarsi nelle nuove stazioni di Porto e Politeama bisognerà ancora attendere. I controlli dell'Ansfisa sono ancora in corso e, nonostante nelle ultime settimane sia tornata a circolare un cauto ottimismo, una data ufficiale per l'apertura resta lontana qualche mese.
L'ipotesi più accreditata sarebbe quella della fine dell'estate, tra settembre e ottobre, ma si tratta soltanto di indiscrezioni. Nel frattempo si accumulano i ritardi rispetto alle previsioni formulate negli ultimi mesi. A inizio anno il sindaco Roberto Lagalla aveva indicato come obiettivo l'avvio del servizio entro l'inizio dell'estate, mentre già nel settembre 2025 l'assessore comunale Maurizio Carta e l'assessore regionale ai Trasporti Alessandro Aricò avevano ipotizzato un'apertura entro la fine dello scorso anno. Scadenze che sono state tutte disattese. Sulla vicenda era intervenuto il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Adriano Varrica, che punta il dito contro Comune e Governo nazionale, sostenendo che uno dei principali ostacoli sia stato affrontato con colpevole ritardo. Per il parlamentare pentastellato, infatti, il passaggio dell'opera dal Comune di Palermo a Rete ferroviaria italiana rappresentava un nodo noto da anni e che avrebbe dovuto essere risolto molto prima.
Secondo il deputato regionale, accanto all'iter autorizzativo seguito dall'Ansfisa, sarebbe rimasta aperta fino a tempi recenti anche la questione del trasferimento formale dell'infrastruttura a Rfi, un passaggio amministrativo ritenuto indispensabile per completare il percorso verso l'entrata in funzione delle nuove fermate. Da Rete ferroviaria italiana, tuttavia, filtrano rassicurazioni. L'azienda considera infatti il trasferimento burocratico ormai sostanzialmente superato e conferma che il confronto con Ansfisa prosegue costantemente per completare le verifiche richieste prima dell'autorizzazione definitiva. I controlli da parte dell'agenzia che certifica le nuove strutture sono partiti (o ripartiti) ad aprile, e di solito ci vogliono 5-6 mesi. Se è davvero tutto a posto, dovremmo quasi esserci.
Tra gli elementi sottoposti a verifica figurano gli impianti di sicurezza, i sistemi antincendio, quelli di aerazione, l'illuminazione ordinaria ed emergenziale, oltre ai dispositivi informativi e all'alimentazione generale delle infrastrutture. Nelle scorse settimane erano emerse indiscrezioni su alcune criticità tecniche che avrebbero richiesto ulteriori interventi prima del via libera definitivo. Problemi che, in precedenza, erano stati smentiti lasciando immaginare un'inaugurazione entro giugno, ipotesi poi definitivamente tramontata. Non è la prima volta che l'opera deve fare i conti con rallentamenti. Già durante la realizzazione della fermata Porto erano emerse difficoltà legate alle infiltrazioni d'acqua provocate dalla falda acquifera. L'Autorità di sistema portuale ha nel frattempo completato gli interventi di palificazione drenante concordati con Rfi, consentendo il completamento delle opere superficiali. L'investimento della prima fase dell'anello ferroviario ammonta a circa 150 milioni di euro, mentre l'intero progetto raggiunge i 250 milioni.
Oltre alle fermate Porto e Politeama, il nuovo collegamento comprende anche Malaspina e consentirà di completare un'infrastruttura destinata a cambiare la mobilità cittadina. L'apertura delle nuove stazioni rappresenta infatti uno dei tasselli più attesi per il potenziamento del trasporto pubblico nel capoluogo. Una volta conclusi tutti i collaudi e ottenuto il nulla osta di Ansfisa, Palermo potrà contare su un collegamento ferroviario diretto tra il porto e l'aeroporto, con ricadute significative sulla mobilità urbana e metropolitana.