il pronunciamento
Traghetti sullo Stretto, vittoria per Caronte & Tourist: non ci fu nessun abuso di posizione dominante
Accolto l'appello della compagnia di navigazione contro le pesanti accuse di tariffe eccessive sollevate dall'Antitrust
Vittoria piena per Caronte & Tourist. Il Consiglio di Stato ha annullato in via definitiva il provvedimento con cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva sanzionato la storica compagnia di navigazione per un presunto abuso di posizione dominante.
Al centro della controversia, l’accusa di aver applicato “prezzi ingiustificatamente gravosi” ai passeggeri con auto al seguito per l’attraversamento dello Stretto di Messina.
La Sesta Sezione di Palazzo Spada ha demolito punto per punto l’istruttoria dell’Antitrust, rilevando gravi carenze, errori di valutazione e ritardi non giustificabili, tali da incidere sui diritti di difesa della società.
Il primo assunto a crollare è stato quello del mercato “chiuso”. L’AGCM sosteneva che Caronte operasse in un contesto di scarsa contendibilità; i giudici hanno invece osservato che l’Autorità non aveva considerato le “clausole multi-vettore” contenute nei contratti di concessione, idonee a consentire l’attracco anche ad altri potenziali operatori.
La sentenza censura inoltre l’approccio superficiale riservato alla presenza di Bluferries, concorrente controllata al 100% da RFI e dotata di rilevante capacità industriale, sbrigativamente qualificata come semplice “follower” commerciale di Caronte.
Ancor più penetranti le censure sul piano economico. Il “test di eccessività” su cui poggiava la contestazione tariffaria è stato giudicato inaffidabile: l’Autorità ha separato i costi tra traffico passeggeri e merci sulla rotta Villa San Giovanni - Rada San Francesco partendo da un presupposto indimostrato, ossia che camion e mezzi pesanti non costituissero traffico residuale.
Determinante, infine, il fattore tempo. Dalla prima segnalazione, ricevuta nel marzo 2018, l’Antitrust ha impiegato 855 giorni per aprire formalmente l’istruttoria, nel luglio 2020. Una durata “irragionevole” che ha prodotto effetti concreti: ha costretto l’azienda a ricostruire ex post la propria contabilità separata, con ampi margini di approssimazione, compromettendo l’effettivo esercizio del diritto di difesa.
Per tali motivi, con una decisione destinata a fare giurisprudenza in materia di concorrenza, il Consiglio di Stato non solo ha riformato la sentenza di primo grado del Tar del Lazio in favore di Caronte & Tourist, ma ha anche condannato l’AGCM a rifondere all’azienda le spese legali.