il caso
Centauro giace 50 minuti sulla SS 115 coperto da un ombrellone: soccorsi in tilt nonostante decine di chiamate
Tra Gela e Manfria: giovane steso sull'asfalto sotto un ombrellone da spiaggia, passanti chiamano invano il 112 e l'ambulanza arriva solo dopo una segnalazione privata
Cinquanta minuti steso sull’asfalto rovente in gravi condizioni e protetto dai raggi del sole da un ombrellone da spiaggia mentre una decina di cittadini cercavano invano con i loro cellulari di allertare i soccorsi: è accaduto oggi pomeriggio sulla SS 115 che collega Gela a Manfria, in prossimità di Montelungo, davanti all'ingresso di una farmacia.
Lì alle 14.50 si è verificato un incidente stradale in un tratto già tristemente noto per episodi simili. Coinvolte una Jeep e una moto. Gli automobilisti in transito si fermano. Vedono il giovane centauro a terra privo di sensi e in condizioni che appaiono subito gravi. Scatta l’allarme ma riuscire a contattare i soccorritori diventa un’odissea.
“Ho chiamato decine di volte il 112, lo stesso hanno fatto altri cittadini che si sono fermati, altri hanno telefonato ad altri numeri per chiedere aiuto. Non rispondeva nessuno. Al numero del centro ambulanze ci hanno detto che non era loro competenza. Sono stati 20 minuti terribili” - ci racconta un cittadino presente sul luogo immediatamente dopo l’incidente. Per ottenere l’arrivo dei soccorsi uno dei presenti ha poi chiamato l’utenza personale di un suo conoscente. Una casualità che si è rivelata utilissima per dare aiuto al ferito. Solo alle 15.30 sul posto è arrivata un’ambulanza.