l'emergenza
Incendi, Schifani visita la Sala operativa della Regione
L'assessora Savarino: «Il più grande sforzo di sempre contro i roghi». Il messaggio dell'arcivescovo Lorefice: «Abbracci fraterni a persone colpite da furia»
«Sono venuto personalmente nella sala operativa unificata della Regione Siciliana per verificare da vicino il coordinamento delle operazioni di contrasto agli #incendi che in queste ore stanno colpendo duramente diversi territori della nostra Isola. Questa sala è il cuore del sistema regionale di emergenza, dove Vigili del fuoco, Corpo Forestale della Regione Siciliana e Regione Siciliana - Dipartimento Regionale della Protezione Civile interagiscono in maniera immediata, permettendo così di intervenire nel minor tempo e nel miglior modo possibile nel contrasto ai roghi, ottimizzando l’impiego dei mezzi a terra e aerei. Ai siciliani dico che la RegioneSiciliana è in campo con tutte le forze disponibili e con il massimo impegno, rivolto a tutelare persone, abitazioni e patrimonio boschivo. Ringrazio uomini e donne della Protezione civile, dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale che stanno lavorando senza sosta con grande spirito di servizio e insieme chiedo ai cittadini la massima collaborazione. La prevenzione e la segnalazione tempestiva sono fondamentali. Non abbasseremo la guardia finché l’emergenza non sarà rientrata», queste le parole del governatore siciliano, Renato Schifani, dopo la visita a sorpresa alla sala operativa unificata della Regione per verificare di persona il coordinamento delle attività di contrasto ai roghi che stanno interessando vari territori dell’Isola. Affiancato dall’assessora al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, e dai vertici della Protezione civile e del Corpo forestale regionali, il governatore ha seguito l’evoluzione della situazione, ricevendo un aggiornamento sugli interventi in corso e sull’impiego dei mezzi a terra e dei velivoli.
«Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi degli incendi che in questi giorni stanno devastando diverse aree dell’Isola, un’emergenza che sta colpendo tante altre zone in Italia e in Europa, siamo vicini a tutti coloro che hanno subito danni. Come già fatto in passato, metteremo il massimo impegno, insieme alle forze dell’ordine, per individuare i responsabili di questi roghi che stanno devastando case, attività e campagne». Lo dichiara l’assessora regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino.
«Il governo Schifani — prosegue — per la campagna antincendio boschivo 2026 ha avviato il più grande piano di investimenti di sempre in termini di mezzi e personale, attualmente in fase di realizzazione. Nell’inverno scorso sono stati resi operativi 84 nuovi mezzi, distribuiti ai direttori delle operazioni di spegnimento per rafforzare l’attività antincendio boschivo. Sono stati inoltre aggiudicati e sottoscritti i contratti per la fornitura di 90 mezzi pesanti, autobotti da 3mila e 4mila litri, e di ulteriori 210 pick-up con serbatoio da 400 litri, che entreranno in produzione e saranno assegnati alle squadre Aib».
Sul versante organizzativo, ricorda Savarino, «è già operativa la sala unificata di coordinamento, mentre la Control room, realizzata in collaborazione con Leonardo e finanziata dal governo Meloni, sarà attiva a breve». «Prosegue inoltre — osserva l’assessora — il piano di assunzioni nel Corpo forestale, sia in divisa che nel ruolo professionale: 46 unità sono già in servizio, altre 94 stanno completando l’iter formativo e ulteriori 94 sono in fase di avvio, per un totale di quasi 400 nuove unità, sul ricambio generazionale degli operai forestali stagionali stiamo lavorando a una riforma condivisa con l’assessorato all’Agricoltura».
«Ci troviamo nel pieno della campagna antincendio — conclude l’assessora Savarino — con uno sforzo straordinario da parte di tutti, personale in divisa e operatori che meritano rispetto. Questo è un momento che richiede grande responsabilità a maggior ragione da parte di chi riveste un ruolo istituzionale: servono rigore e concretezza, non allarmismi privi di fondamento».
L'opposizione: "Serve la messa in sicurezza, non basta intervenire sull'emergenza"
L'opposizione polemizza, attaccando sulla prevenzione. «È necessario un radicale cambio di approccio da parte del governo per affrontare l’emergenza degli incendi che da giorni stanno colpendo la Sicilia. Non basta solo intervenire ex post ma servono interventi mirati a garantire la messa in sicurezza e la rigenerazione delle aree naturali colpite, prevenendo ulteriori perdite di biodiversità e dissesti idrogeologici. Serve definire una strategia nazionale strutturale per la prevenzione e la gestione del rischio incendi, superando definitivamente la logica emergenziale degli ultimi anni. Serve migliorare i sistemi di previsione e monitoraggio, integrando pienamente le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e il coordinamento tra Stato e Regioni».
Lo dicono i deputati del Pd Iacono, Provenzano, Barbagallo, Marino e Porta che hanno presentato un’interpellanza ai Ministri dell’Ambiente, dell’Agricoltura e per la Protezione Civile. "Mentre i roghi in Sicilia stanno distruggendo ettari di macchia mediterranea e terreni agricoli, mettendo in ginocchio l'economia agricola e costringendo i sindaci a evacuare diverse abitazioni, c'è una grande distanza tra la programmazione formale e la reale capacità di prevenzione sul territorio. La gestione rimane prevalentemente emergenziale, con una manutenzione insufficiente delle aree a rischio e un mancato coordinamento tra le varie politiche di settore», concludono.
Il messaggio di vicinanza dell'arcivescovo Lorefice
«Con paterno e fraterno affetto abbraccio voi tutti colpiti dalla devastante furia degli incendi e, dal profondo del cuore, ringrazio chi si sta adoperando senza sosta per fronteggiare le fiamme e soccorrere le persone - Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile, associazioni e volontari, singoli cittadini». Lo afferma l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, in un messaggio alle comunità colpite dagli incendi.
«Vi raggiungo - scrive monsignor Lorefice - con queste parole, con cuore addolorato e turbato, mentre incendi devastanti stanno seminando distruzione e paura. Penso particolarmente alle care comunità di Castronovo di Sicilia, Belmonte Mezzagno, Trabia, Lercara Friddi, Roccapalumba e ai tanti comuni travolti dalle fiamme e al volto della nostra amata Sicilia, ancora una volta sfigurato. Ciascuno si senta custodito nel cuore del vescovo e dell’intera Chiesa palermitana, solidale con chi sperimenta, in queste ore, un duro momento di prova e sofferenza.
«Quanto attuali - osserva l’arcivescovo di Palermo - risultano, purtroppo, le parole che scrivevo tre anni fa (il 27 luglio del 2023, ndr), quando anche il corpo di San Benedetto il Moro finì vittima delle fiamme: 'Tutti noi sappiamo però che non si tratta di un’emergenza. Quello che è accaduto in questi giorni è l’esito ultimo di decenni di decisioni, di scelte, di gesti, di omissioni. La responsabilità di questo disastro ricade certo su chi ha avuto in mano la cosa pubblica, sulla politica; sulle nostre crepe educative, come anche sul modo di annunciare il Vangelo delle nostre comunità cristiane; ricade su di noi, su di noi in quanto popolo. Non abbiamo fatto abbastanza per cambiare la nostra Casa comune, la Terra; per mettere fine alla logica dello sfruttamento e del profitto e combattere le mafie; per difendere l’ambiente, il territorio, i nostri beni culturali; per creare opportunità di lavoro e servizi sociali. Siamo stati pigri, indolenti, individualisti, fatalisti, distratti da gretti interessi di parte'.