L'inchiesta
“L’abisso” della droga: in carcere cinque trafficanti del clan (quattro sono catanesi)
I traffici “stupefacenti” sull’asse Sicilia-Calabria-Malta monitorati e scoperti dalla Guardia di Finanza
Sicilia-Calabria e Malta con base logistica a Catania: sono queste le coordinate del traffico internazionale di cocaina, hashish e marijuana gestito dal clan Cappello-Bonaccorsi scoperto dai finanzieri del Comando provinciale che hanno arrestato quattro catanesi per produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti.
Gli indagati - Mario Carmelo Cambria, Giuseppe Castagna, Giuseppe Coniglione e Alfredo Titola - sono stati arrestati nell’ambito del prosieguo dell’inchiesta “Abisso” insieme con altri due calabresi (uno è ancora latitante).
L’operazione segue, infatti, i provvedimenti cautelari eseguiti lo scorso 12 giugno a carico di 15 persone indagate per traffico organizzato e spaccio di sostanze stupefacenti, minaccia e detenzione abusiva di armi da fuoco, con l’aggravante, per alcuni, della transnazionalità e dell’agevolazione mafiosa del clan etneo Cappello-Bonaccorsi e di quello siracusano Santa Panagia. Complessivamente gli indagati sono così 28, di cui 21 destinatari di provvedimenti cautelari personali in carcere, mentre è stato eseguito anche il sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie, auto, immobili e attività economiche di proprietà dei principali indagati per circa 700mila euro.
Le indagini dei finanzieri del Gico, coordinati dalla Dda etnea, hanno fatto luce sull’associazione a delinquere composta da persone ritenute contigue al clan Cappello-Bonaccorsi. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire la struttura e l’operatività nella provincia di Catania e a Malta, scoprendo che l’organizzazione criminale si sarebbe occupata anche di rifornire il gruppo Borgata del clan Santa Panagia di Siracusa.
Dei sei nuovi destinatari della misura cautelare, quattro sono catanesi e sono coinvolti nei traffici verso l’isola di Malta e nelle cessioni di droga a favore del clan siracusano. Gli altri due indagati originari di Locri e Siderno, in Calabria, invece, sono risultati collegati al tentativo di recupero in mare di un carico di circa due tonnellate di cocaina al largo delle coste catanesi, fatti avvenuti nel 2023.
L’operazione di recupero sarebbe stata diretta dal promotore del gruppo etneo e avrebbe visto il diretto interesse dei calabresi all'individuazione del carico per il successivo trasporto in Calabria, dietro compenso riconosciuto ai catanesi che nel 2023 avevano tentato addirittura di fare un favore agli “amici” calabresi di Locri e Siderno per il recupero in mare, a largo delle coste catanesi, di due tonnellate di cocaina. Il tentativo è fallito perché l’ingente partita di stupefacente era stata già precedentemente individuata e sequestrata dai finanzieri.