Comune di Palermo
Il Pef Tari in Consiglio con 9,5 milioni in più. «Ma la tassa di soggiorno smorzerà l’aumento»
Corsa contro il tempo per l'approvazione delle aliquote per famiglie e commercianti
Pef Tari, avanti con fatica e due corse da affrontare. Una contro il tempo, l’altra per neutralizzare un aumento tariffario che oggi naviga poco sotto i dieci milioni di euro. Il ticchettio degli orologi di sala Martorana è impietoso su molte delibere da approvare entro il 31, una delle quali, appunto, quella sulla fissazione delle aliquote della tassa sui rifiuti, ma il Pef Tari, cioè il documento che stabilisce la tariffa complessiva che il Comune dovrà versare a Rap, arriva in Consiglio. E ci arriva grazie alla validazione della Srr Città Metropolitana, con un aumento di 9,5 milioni di euro che sarebbe però in odore - ad ascoltare radio Presidenza del consiglio comunale - di essere abbattuto subito di tre milioni e - la speranza - di ulteriori 2-3 in seguito. L’espediente è stato già usato l’anno scorso: il ricorso alle entrate della tassa di soggiorno. Il neo, però, c’è: le risorse anti evasione, l’anno passato messe sul piatto della bilancia, quest’anno sono state irrilevanti, rendendo più difficile il cammino verso l’alleggerimento.
Un faticoso calvario non ancora concluso, fatto di paure, ammonizioni, diffide di Srr e Ragioneria generale. Soprattutto, a fronte di una richiesta supplementare, nel Pef “grezzo” di Rap, di una cifra di circa 20 milioni di euro. Allo stato, quei milioni sono diventati circa 9,5. Il costo indicato per il periodo 2026-2029 si attesta sui 148,7 milioni per il primo anno, sugli oltre 149 per il secondo, sui 145 per il 2028 e sui quasi 149 per il 2029. L’immediata differenza con i poco più di 136 milioni del 2025 è di 9 milioni 533 mila 323 euro.
Un lavoro di fino, quello della Srr in sede di validazione, con la riduzione di circa sette milioni dal Pef “grezzo” presentato dal Comune (da 136 milioni a circa 128) e un contestuale abbattimento dalle ultra-pretese di Rap. Così è stato addolcito il maxi aumento, nella comparazione dei due documenti “grezzi”, che funzionano un po’ come la domanda e l’offerta. Ma la vera scommessa ora è limitare i “danni”, cercando di non superare i 4-5 milioni di aumento netto.