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Palermo

Nasce il gruppo consiliare di Cateno De Luca: ecco l’“esercito” di Sud chiama Nord

Ufficializzate altre adesioni: due consiglieri a sala Martorana. I nuovi nomi per l’assalto a Palazzo delle Aquile

23 Luglio 2026, 06:30

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Nasce il gruppo consiliare di Cateno De Luca: ecco l’“esercito” di Sud chiama Nord

Da oggi l'etichetta di Sud chiama Nord, creatura di Cateno De Luca, sarà idealmente avvitata a due scranni di sala Martorana. La coppia di consiglieri di Forza Palermo - creatura di Andrea Mineo e Mauro Pantò - e cioè i già esuli molti poco infelici dalla vecchia Nuova Dc di Totò Cuffaro, Totuccio Di Maggio e Natale Puma (capogruppo) saranno seggi di Sud chiama Nord. Da oggi, giornata di ordinaria gravità nel mazzo della battaglia campale di sala Martorana per l'approvazione di delibere di importanza vitale.

«Sdoganamento» e «pionieri»: le parole che piacciono, nel secondo movimento, tra le mura dell'Ars, delle danze di De Luca nel capoluogo. Secondo di una lunga serie fino all'inno alla gioia degli aderenti al progetto Una marcia in più per Palermo: lo svelamento del candidato sindaco. Non dà rossori da neofiti, il termine «sdoganata» riferito alla capitale dell'Isola. Anzi, come nota uno degli esponenti, «il segno dell'importanza assoluta di un piede ben fermo a Palermo per un progetto credibile anche a livelli superiori». Il termine lo usa nel proprio intervento il commissario cittadino di Sud chiama Nord, Giovanni Geloso, mentre De Luca ripete a tamburo la propria voglia di alternativa a Lagalla, «non certo per ragioni personali, ma perché - ecco il mantra già ascoltato nella prima apparizione in sala gialla - questa città merita molto di più». Attraverso - eccolo, l'altro mantra che ha affascinato recentemente anche il deputato leghista Vincenzo Figuccia, testa di ponte e cuneo del dibattito a centrodestra sui rapporti con De Luca - «il decentramento vero e la trasformazione delle circoscrizioni in otto municipi». Un'occhiata al parterre di platea. Posto d'onore per Mauro Pantò, già uomo forte della partecipata regionale Sas, e per il tandem formato da Andrea Mineo e Stefania Munafò. L'ex forzista di cuore e democristiano di passaggio Mineo è fortemente indiziato per candidarsi alla successione di Lagalla, del quale è stato assessore. Ma il tandem formato con l'ex consigliera di Diventerà Bellissima - quelli di Sud chiama Nord lo sottolineano - viaggia e pedala in sincrono.

Storie di famiglia, tra i deluchiani di Palermo: oltre al fatto notorio che Andrea è figlio di Franco Mineo, ex deputato anch'egli vicino al progetto, a Palazzo dei Normanni sono stati consacrati altri fatti, alcuni dei quali altrettanto notori: gli ingressi dei consiglieri di circoscrizione Claudio Sala (seconda), Ernesto D'Agostino (quinta), Francesco Paolo Di Maggio (quinta pure lui), Franco Siino (sesta) e Alfredo Siino (ottava). Claudio Sala è fratello dell'ex assessore orlandiano Antonino “Tony” Sala (presente in sala) oggi presidente del consiglio dell'ordine degli ingegneri; Franco e Alfredo Siino sono padre e figlio. Il secondo perse la presidenza dell'ottava circoscrizione - l'unica non attribuita al centrodestra - per il fuoco amico, che fu attribuito a Fratelli d'Italia. Ancora, Francesco Paolo Di Maggio è figlio di Totuccio. Ma non solo loro in sala: Tony Rizzotto, ex parlamentare regionale leghista, rinnova la sua presenza, poi tra gli altri spiccano i nomi di Franco Testaverde, dell'ex consigliere della circoscrizione Mariano D'Angelo (vicino a Munafò), di Giusi Badalamenti. Dietro le quinte e sotto i riflettori, il costituzionalista Andrea Piraino, anima intellettuale del «decentrismo» ai tempi di Cateno.