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Dda di Reggio Calabria

Dal carcere di Siracusa le strategie per il narcotraffico internazionale: 35 arresti, ecco i nomi dei siciliani

Grazie ai criptofonini i potenti boss della 'Ndrangheta riuscivano a gestire gli affari illeciti della droga

22 Luglio 2026, 23:21

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Diciotto telefonini trovati in carcere a Siracusa

Il carcere di Siracusa, ancora una volta, al centro degli affari illeciti della droga. Stavolta sarebbero stati i potenti boss Alvaro della 'Ndrangheta di Sinopoli a "gestire" grazie ai telefonini il narcotraffico internazionale.    Vincenzo Alvaro e Francesco Riitano, compagni di cella nella casa circondariale della Sicilia orientale, avrebbero impartito le direttive programmatiche ed esecutive avvalendosi di criptofonini detenuti illegalmente. Nonostante fossero dietro le sbarre i due indagati - raggiunti oggi da una misura cautelare -  coordinavano le trattative direttamente con i fornitori esteri sudamericani ed olandesi. Il punto di connessione fra il carcere di Siracusa e l'esterno sarebbe stato Francesco Alvaro. Il giovane calabrese avrebbe organizzato le attività sul campo, mantenendo i contatti tra i vertici reclusi e la rete di fornitori e clienti. Inoltre avrebbe gestito la cassa e si sarebbe interfacciato con i narcos per le operazioni nei porti di Salerno e Genova.  L'organigramma criminale si sarebbe completato con Pasquale Romeo (classe '96) e  Angelo Riitano. Quest'ultimo avrebbe avuto il ruolo di organizzatore e finanziatore. E inoltre Riitano avrebbe fatto da tramite diretto per lo zio Francesco Riitano recluso a Siracusa, veicolando informazioni e co-finanziando le importazioni di droga. Giuseppe Cannizzaro, organizzatore autonomo e braccio destro sul campo di Francesco Alvaro e Pasquale Romeo, era invece responsabile della custodia, della movimentazione e dello smercio della droga, del recupero crediti, della gestione di armi e telefoni criptati, oltre a pianificare ritorsioni.

La droga arrivata anche al porto di Gioia Tauro, porta d'accesso in Europa della droga del Sudamerica. Per l'esfiltrazione della cocaina dai container, il gruppo si sarebbe affidato a Filippo Gallo e Antonio Reitano. I due coordinavano una batteria di operatori portuali infedeli retribuiti con una percentuale pari a circa il 15% del valore del carico. Fornivano indicazioni sulle rotte navali meno esposte a controlli, monitoravano in tempo reale le imbarcazioni e la black list della Guardia di Finanza, e programmavano i turni di lavoro in coincidenza con gli arrivi dei container.

A supporto dell'intera associazione operava infine una solida rete di copertura logistica e tecnica. Gli investigatori hanno anche identificato una serie di corrieri che hanno viaggiato anche alla volta della Sicilia, in particolare Catania e Palermo. Non a caso ci sono fra gli arrestati anche diversi siciliani accusati di reati in materia di droga. 

I 35 indagati finiti in carcere sono: Francesco Alvaro, nato in Germania, di 28 anni; Vincenzo Alvaro, nato a Sinopoli (RC), di 53 anni; Agatino Ayadi, nato a Catania, di 45 anni; Matteo Bonforte, nato a Palmi, di 37 anni; Antonio Cannizzaro, nato a Reggio Calabria, di 49 anni; Giuseppe Cannizzaro, nato a Reggio Calabria, di 43 anni; Rocco Cannizzaro, nato a Reggio Calabria, di 47 anni; Eleonora Corapi, nata a Chiaravalle, di 43 anni; Luigia Delle Monache, nata a Pescara, di 50 anni; Carmelo Fulco, nato a Reggio Calabria, di 30 anni; Cosimo Damiano Gallace, nato a Guardavalle, di 65 anni; Filippo Gallo, nato a Gioia Tauro, di 42 anni; Emanuele Pio Larocca, nato a Palermo, di 26 anni; Danilo Luppino, nato a Cinquefrondi, di 42 anni; Domenico Luppino, nato a Reggio Calabria, di 21 anni; Giuseppe Luppino, nato a Sant'Eufemia d'Aspromonte, di 61 anni; Manuel Marotta, nato a Palermo, di 30 anni; Domenico Mazza, nato a Palermo, di 28 anni; Angelo Antonio Musumarra, nato a Catania, di 63 anni; Mario Piacente, nato a Catania, di 32 anni; Antonio Politano, nato a Polistena, di 34 anni; Antonio Reitano, nato a Gioia Tauro, di 45 anni; Angelo Riitano, nato a Soverato, di 36 anni; Francesco Riitano, nato a Guardavalle, di 46 anni; Salvatore Riolo, nato a Catania, di 28 anni; Antonino Romeo, nato a Sinopoli, di 51 anni; Pasquale Romeo (classe '77), nato a Palmi, di 49 anni; Pasquale Romeo (classe '96'), nato a Cinquefrondi, di 29 anni; Stefano Romeo, nato a Reggio Calabria, di 27 anni; Vincenzo Sainato, nato a New York, di 49 anni; Alessandro Scelta, nato a Palermo, di 31 anni; Paolo Sidari, nato a Cinquefrondi, di 43 anni; Francesco Trimarchi, nato a Polistena, di 30 anni; Salvatore Vetrano, nato ad Anzio, di 44 anni; Gabriele Vocisano, nato a Polistena, di 33 anni.

I siciliani coinvolti sono in totale otto: i quattro catanesi Agatino Ayadi (45 anni), Angelo Antonio Musumarra (63 anni), Mario Piacente (32 anni) e Salvatore Riolo (28 anni), e i quattro palermitani Emanuele Pio Larocca (26 anni), Manuel Marotta (30 anni), Domenico Mazza (28 anni) e Alessandro Scelta (31 anni).