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Le carte

I viaggi della droga fra Calabria e Sicilia, l'acquirente: «Ma stai inviando la "Hugo Boss"?»

Catania e Palermo i due punti di approdo dei narcos della 'Ndrangheta. La rete dei corrieri e il metodo delle staffette

23 Luglio 2026, 00:08

I viaggi della droga fra Calabria e Sicilia, l'acquirente: «Ma stai inviando la "Hugo Boss"?»

Dal 2020 al 2024 sono stati numerosi i viaggi della droga monitorati dagli investigatori della Dda di Catania. I siciliani sono davvero "dipendenti" dalla 'Ndrangheta per la fornitura di droga. Il blitz di oggi ha documentato consegne di ingenti quantitativi di hashish e cocaina. Il trasporto dalla Calabria verso le piazze di spaccio siciliane sarebbe stato organizzato attraverso un sistema collaudato di corrieri, autovetture a noleggio e veloci staffette che dovevano segnalare presenze "sospette".

Fra il primo agosto e il 12 settembre 2020, il gruppo riconducibile alla cosca Alvaro e ai Riitano ha tentato di vendere a un cliente catanese 20 chilogrammi di hashish del tipo lemon a 4.000 euro al chilo. Il prezzo - emerge dalle carte - è stato ritenuto eccessivo, la trattativa quindi è stata chiusa al prezzo di 1.500 euro al chilo. È stato lo stesso Francesco Alvaro, uno dei capi dell'organizzazione disarticolata stanotte, a scortare il carico fino a Catania. Le spedizioni sono proseguite nel 2023, quando il 21 giugno Francesco Alvaro e Giuseppe Cannizzaro hanno organizzato la consegna in territorio catanese reperendo un corriere ad hoc. Pochi mesi dopo, il 6 agosto 2023, Rocco Cannizzaro trasportò un nuovo carico in Sicilia guidando l'auto con la droga, mentre il fratello Antonio aveva funzione di copertura. Effettuata la consegna e incassato il contante, i due sono rientrati in Calabria per consegnare gli incassi ai boss.

A dicembre 2023 è stato organizzato il trasporto di una consistente partita di cocaina verso Catania. Ma stavolta i catanesi, che erano a bordo di una Ford Kuga, sono andati direttamente in Calabria. Quando sono arrivati ai traghetti però c'è stato l’intervento dei carabinieri di Messina, che ha sottoposto a controlli la Ford e la Fiat che l'affiancava. Salvatore Riolo e Mario Piacente, due dei catanesi coinvolti nel blitz, erano nella Fiat, mentre Marco Salvatore Scuderi era nella Kuga. I militari hanno trovato 5,440 kg di cocaina nel vano deflettore al di sotto dei tergicristalli della Ford, confezionata in diversi panetti con la scritta "Hugo Boss". Il particolare marchio era stato oggetto la settimana precedente di una precisa conversazione con protagonista Giuseppe Cannizzaro.

I viaggi sono andati avanti anche nel 2024. Il 24 febbraio un lotto di 3 chilogrammi di cocaina è stato affidato al corriere Eleonora Corapi per il trasporto a Catania, con la scorta ravvicinata di Giuseppe Cannizzaro e Carmelo Fulco a bordo di una Bmw fino ai traghetti. Il 12 marzo 2024 si è registrata un'altra consegna ai catanesi Agatino Ayadi (arrestato ieri dai carabinieri della compagnia di Piazza Dante ed è stato coinvolto nel pestaggio al rampollo dei Cursoti-Milanesi in via Medaglie d'Oro a Catania) e Angelo Antonio Musumarra.

Con i palermitani le trattative sono state più turbolente. Il 21 novembre 2023 Pasquale Romeo (classe '96), Giuseppe Cannizzaro e Matteo Bonforte hanno consegnato 10 chilogrammi di cocaina ai palermitani Manuel Marotta, Emanuele Pio Larocca e Giuseppe Tarantino, con quest'ultimo alla guida dell'auto che ha trasportato il carico preceduto dalla staffetta composta da Marotta e Larocca. Il 22 dicembre 2023 è stato venduto un imponente carico di cocaina del valore commerciale di circa 500.000 euro a favore di Alessandro Scelta e Domenico Mazza. I siciliani però non avrebbero pagato la droga, scatenando forti tensioni tra i due gruppi criminali.

Il 23 febbraio 2024, 7 chilogrammi di cocaina sono stati affidati al corriere Rocco Losordo a bordo di una Renault Clio. Il debito da mezzo milione di euro avrebbe portato i vertici calabresi a pianificare il sequestro di persona di Alessandro Scelta per ottenere il saldo del dovuto. Il commando, formato da Antonio Politanò, Giuseppe Luppino e Gabriele Vocisano, è stato però fermato e perquisito dai Carabinieri al casello autostradale di Buonfornello poco prima dell'appuntamento, mandando a monte così il rapimento.