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23 luglio 2026 - Aggiornato alle 12:36
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Emergenza incendi

Turni di 24 ore, una banana per pranzo: la fatica invisibile di chi combatte gli incendi in Sicilia

Tra caldo torrido, terreni impervi e mezzi spesso inadeguati, migliaia di operatori forestali, vigili del fuoco e volontari della Protezione civile si sfidano ogni giorno per domare i roghi

23 Luglio 2026, 09:02

10:07

Turni di 24 ore, una banana per pranzo: la fatica invisibile di chi combatte gli incendi in Sicilia

Mentre le fiamme avanzavano - sospinte dallo scirocco - e il traffico sull'autostrada A19 Palermo-Catania veniva paralizzato, c'era un'altra emergenza, meno visibile ma altrettanto drammatica: quella vissuta dagli uomini impegnati senza sosta a spegnere gli incendi da terra. Personale forestale, vigili del fuoco e volontari della Protezione civile mobilitati anche in questa incandescente estate per fronteggiare situazioni difficili lungo terreni impervi, mentre il fuoco minaccia abitazioni, aziende agricole e strutture pubbliche.

Dietro le immagini delle fiamme che in questi giorni rimbalzano dai social alle tv, c'è il sacrificio di migliaia di operatori che in Sicilia fronteggiano, con mezzi talvolta anche inadeguati, i devastanti incendi.

«Stiamo facendo anche turni di 24 ore ininterrottamente», raccontano alcuni di loro. Una maratona estenuante, resa ancora più pesante dalle temperature torride, dal vento e dal continuo rinfocolare dei roghi che sembrano domati. Molti degli addetti antincendio boschivo, gli Aib, lavorano con contratti stagionali di tre o cinque mesi, 101nisti e 151nisti. Sono circa 13 mila in Sicilia, tra personale dell'Azienda Foreste (quasi 8.000) e del Corpo Forestale (5.000), con un'età media che sfiora i 60 anni. Numeri che raccontano una forza lavoro esperta ma sempre più anziana e spesso insufficiente rispetto all'intensità delle emergenze estive.

Le condizioni operative sono al limite. C'è chi riesce a consumare soltanto una banana durante l'intera giornata di lavoro, chi interviene per ore su terreni impervi tra la vegetazione che brucia, riportando distorsioni e traumi alle caviglie, chi accusa cali di pressione e di saturazione per l’eccessivo caldo e lo sforzo fisico. Alcuni fanno fatica perfino a rimanere in piedi. Eppure, dopo pochi minuti di riposo, un sorso d'acqua e un rapido controllo dei parametri vitali da parte dei volontari della Croce Rossa, tornano a fronteggiare il fronte del fuoco.

A colpire - chi assiste al loro lavoro - è anche la preoccupazione dei responsabili delle squadre antincendio, che nei momenti di pausa chiedono ai sanitari di verificare le condizioni dei propri uomini prima di rimandarli sul campo. Tra loro ci sono operatori con decenni di servizio alle spalle, ma anche qualche giovane che ha da poco costruito una famiglia. Tutti accomunati dalla stessa missione: difendere il territorio, spesso mettendo a rischio la propria salute. Gente costretta a fare turni di lavoro raddoppiati per proteggere il territorio e che quando finisce l’acqua delle autobotti, in attesa degli altri mezzi, si adopera anche con le palette e le fruste “battifuoco” a mano.

L'emergenza incendi di questi giorni ripropone così anche il tema delle condizioni di lavoro e del ricambio generazionale in un settore che ogni estate rappresenta uno dei principali baluardi nella tutela del patrimonio boschivo e della sicurezza delle comunità siciliane.

Dal canto loro i sindacati di categoria invocano la riorganizzazione del settore in Sicilia, con la stabilizzazione del personale del servizio antincendio e dell’Azienda Foreste, per garantire una maggiore protezione dei territori e soprattutto una adeguata prevenzione attraverso la creazione dei viali parafuoco nei boschi nei mesi precedenti la stagione dei roghi.