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i roghi nell'agrigentino

Fiamme sui monti Sicani: rientrano gli sfollati a Santo Stefano Quisquina, pronti i decreti per lo stato di calamità

Dopo tre giorni di roghi la situazione torna sotto controllo tra Bivona e Santo Stefano. Distrutti oltre 750 ettari tra boschi e pascoli

23 Luglio 2026, 10:01

11:09

Fiamme sui monti Sicani: rientrano gli sfollati a Santo Stefano Quisquina, pronti i decreti per lo stato di calamità

Dopo ore di ansia e paura, la morsa del fuoco concede finalmente una tregua nel cuore dell’Agrigentino. A Santo Stefano Quisquina la situazione sta progressivamente tornando sotto controllo: le oltre cento persone lette e fatte evacuare a scopo precauzionale durante la giornata di ieri hanno potuto far rientro nelle proprie abitazioni. Tuttavia, la guardia resta altissima. Sul territorio si contano ancora cinque fronti di incendio attivi – localizzati a San Calogero, Serra Quisquina, Stagnataro, Gargiuffe e Pioppo – tenuti costantemente sotto monitoraggio dai soccorritori.

I danni al tessuto economico locale sono ingenti, con il settore agricolo e zootecnico in ginocchio. «Non è ancora possibile fare una stima precisa degli ettari andati in fumo e delle perdite subite da imprenditori e cittadini, ma sappiamo con certezza che molte aziende zootecniche sono state gravemente danneggiate», dichiara con preoccupazione il primo cittadino di Santo Stefano Quisquina, Francesco Cacciatore.

Non va meglio nella vicina Bivona, dove solo oggi, dopo quasi tre giorni di roghi ininterrotti, si è riusciti a domare le fiamme. Il bilancio tracciato dal sindaco Milko Cinà è impietoso: «Sono stati distrutti 750 ettari di territorio tra boschi e coltivazioni, con danni pesantissimi per agricoltori e allevatori. Già nel pomeriggio delibereremo la richiesta per lo stato di calamità da inviare al presidente della Regione». Una misura d'urgenza che verrà adottata nelle stesse ore anche dall'amministrazione di Santo Stefano Quisquina.

Nonostante il profondo segno lasciato dal disastro naturale, i due amministratori locali chiedono di guardare al futuro con resilienza. «Le nostre montagne sono ferite ma non sono sconfitte. Sapremo restituire loro la bellezza che il fuoco ha cercato di portarci via», affermano all'unisono Cinà e Cacciatore, rivolgendo un accorato ringraziamento a vigili del fuoco, Protezione civile, forze dell’ordine, operatori dell’antincendio boschivo e volontari che hanno lottato contro le fiamme in condizioni estreme per proteggere la comunità.

Due operatori della Protezione civile di Siculiana sono rimasti leggermente intossicati durante le operazioni di spegnimento del vasto incendio che ieri ha devastato Santo Stefano Quisquina. Uno di loro è stato portato in ambulanza all’ospedale di Corleone (Palermo).