Nel Catanese
E' morta la cagnolina lanciata dal quarto piano a Trappeto: il Comune si costituisce parte civile
Una crudeltà inaccettabile spezza la vita di un'animale indifeso. Il sindaco Brancato: "Gesto intollerabile, temiamo possa ripetersi anche contro le persone"
Una comunità intera sotto shock si stringe nel dolore e nello sdegno per l'episodio di inaudita ferocia consumatosi ieri tra le mura di un condominio locale nel Catanese. Un fatto che oggi si aggrava con la notizia della morte della povera cagnolina che, come denunciato dal Partito Animalista Italiano, era stata lanciata dal quarto piano di uno stabile.
Il lancio dal balcone dell'animale indifeso ha rapidamente fatto il giro della cittadina, suscitando ondate di rabbia, commozione e una ferma richiesta di giustizia da parte di residenti e associazioni animaliste. A compiere l'insano gesto sarebbe stata la proprietaria della cagnolina che, sempre secondo la nota del Partito Animalista Italiano, avrebbe problemi di carattere psicologico.
Sul gravissimo fatto è intervenuto con parole durissime il sindaco Mario Brancato, che ha voluto esprimere il cordoglio e la riprovazione dell'intera amministrazione comunale. "La morte della cagnolina è una notizia che condivido con profondo dispiacere — ha dichiarato il primo cittadino, facendosi portavoce del dolore collettivo — un episodio grave, intollerabile e di una crudeltà inaccettabile, che ferisce profondamente la sensibilità di tutta la nostra cittadinanza".
Di fronte a un crimine che travalica la semplice cronaca nera e tocca i nervi scoperti della civiltà e del rispetto per la vita, le istituzioni locali hanno deciso di dare un segnale forte e inequivocabile. Non ci sarà tolleranza per chi si macchia di simili atti di barbarie. Il sindaco Brancato ha annunciato formalmente l'ingresso del Municipio nel procedimento giudiziario che si aprirà a carico della persona ritenuta responsabile dell'accaduto. "Proprio per la gravità di quanto accaduto, desidero comunicare che il Comune si costituirà parte civile nel processo contro l'autrice di questo gesto".
Si tratta di una presa di posizione dal forte valore simbolico e pratico, con la quale l'amministrazione intende affiancarsi agli organi inquirenti e fare quadrato a tutela dei diritti degli animali, troppo spesso vittime di violenze ingiustificate. La decisione del Comune di scendere in campo non nasce soltanto da un doveroso moto di indignazione animalista, ma affonda le radici in un'attenta analisi della pericolosità sociale dell'indagata. Il primo cittadino ha infatti posto l'accento su un aspetto cruciale e allarmante della vicenda: la pericolosità intrinseca di chi compie simili atti. "È una scelta doverosa" — ha concluso il sindaco Mario Brancato — specie alla luce della recidiva e dell'impossibilità di escludere che tale condotta violenta possa, in futuro, essere rivolta anche contro le persone. Il riferimento alla recidiva e alla spiccata aggressività della condotta apre ora un fronte di riflessione più ampio sulla prevenzione della violenza e sulla necessità di risposte giudiziarie tempestive e severe, affinché episodi di tale efferatezza non abbiano più a ripetersi sul territorio.
